Proteste
Cresce il numero delle persone impiegate senza contratto: dallinizio dellanno in provincia ne sono state scoperte 338
Sicurezza sul lavoro, è allarme rosso
◗
Il cadavere delloperaio che viene portato via Irregolare un'azienda su quattro e con la crisi la situazione peggiora
3 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. La crisi è anche questo: lavoratori a nero in aumento e risparmi sempre più consistenti su tutele e protezioni nei luoghi di lavoro. E su questo concordano in pieno Cgil e Asl 11. Tra dati raccolti e stime fatte viene fuori che in un'azienda su quattro ci sono irregolarità legate alla sicurezza e, nell'area Empolese Valdelsa, sarebbero circa 500 i lavoratori impiegati completamente in nero o in una posizione comunque irregolare nel settore più a rischio, quello dell'edilizia. Dai dati dell'Inps, si ricava che su 1.300 ispezioni nel corso del 2011 nella provincia di Firenze, sono stati trovati 338 lavoratori in nero. Il quadro fosco e preoccupante emerge all'indomani dell'infortunio avvenuto a Castelfiorentino dove è morto un operaio che era stato ingaggiato da un artigiano edile e prestava la sua opera senza alcun tipo di contratto. Un settore, quello delle costruzioni, decimato dalle difficoltà economiche e in cui ruotano, a livello di circondario, circa 4000 addetti per 1.500 microrealtà. E dove, in base ai dati forniti dall'Irpet sulla diminuzione dei posti di lavoro da qui fino alla fine dell'anno, si ipotizza una ulteriore perdita di circa 200 figure. «Purtroppo nel settore dell'edilizia - spiega Massimo Bollini della Fillea Cgil - abbiamo il 60% dei cantieri fermi. Le difficoltà del settore stanno dando forza a irregolarità nell'assunzioni della manodopera e nell'uso dei dispositivi per la sicurezza». «Andando sui cantieri - spiega ancora Bollini - in questo momento si trovano anche cooperative, non della zona, che hanno persone a lavorare in posizione totalmente irregolare: non sono soci o dipendenti della cooperativa, ma nemmeno ingaggiati come artigiani». «Spesso si trova anche manodopera che viene fatta lavorare per dieci o 12 ore - va avanti Bollini - ma che viene registrata alla cassa edile solo per poche ore». Stesso quadro emerge dal lavoro di controllo fatto dall'Asl 11 attraverso il dipartimento della prevenzione. «Le microimprese hanno difficoltà a organizzare il sistema di prevenzione aziendale - spiega il dipartimento in uno studio realizzato alcuni mesi fa - con la crescente prevalenza di lavoratori stranieri». Più, si legge sempre nel rapporto dell'Asl 11, è stata accertata «la presenza in alcune realtà di rapporti di lavoro irregolari e o a nero». Per quanto riguarda le aziende controllate, lo scorso anno sono state 811 e 425 nell'edilizia. Sono state riscontrate 475 violazioni con l'emissione di 360 verbali. Nell'edilizia le contestazioni sono state 157 e i verbali 129 (pari dunque a oltre il 30% sui dati complessivi dei diversi comparti). In più le inchieste aperte per infortuni con gravi conseguenze (con oltre 40 giorni di assenza dei lavoratori) sono state 130. Da una media degli ultimi dieci anni sono 369 i lavoratori che in un anno riportano danni per infortunio sul lavoro. Diversa, per la Cna, la prospettiva con cui guardare il problema. «Gli artigiani edili vengono controllati a sufficienza - spiega Paolo Gianassi, responsabile della Cna di zona - tra autorità ed enti sono oltre dieci quelli che possono verificare il rispetto della norme. Sono troppi a controllare, bisognerebbe cominciare a uniformare le verifiche. Se non ci si accorge vuol dire che non si vuol vedere». L.A.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
