Il Tirreno

Empoli

In carcere per l'infortunio mortale

Lucia Aterini
Renato Ndreu, l’artigiano finito in carcere
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Renato Ndreu, l’artigiano finito in carcere

La vittima lavorava al nero, imprenditore accusato di omicidio colposo

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 CASTELFIORENTINO. Il suo sogno italiano si è infranto contro un mondo che l'ha fatto lavorare senza sicurezza e senza regolarità. Una lastra di plexiglass ha ceduto e lo ha fatto volare per 8 metri. Ndoc Gomila, albanese, 44 anni, col permesso di soggiorno scaduto, è morto mentre lavorava su un tetto. E non avrebbe dovuto trovarsi lì. Il connazionale che lo aveva ingaggiato al nero è stato arrestato: omicidio colposo.  Si chiama Renato Ndreu, 36 anni, residente a Castelfiorentino, anche lui albanese, proprietario di una piccola impresa edile. A lui era stato commissionato l'intervento sul tetto dell'azienda Ve-ca group di Cambiano, in via Niccoli, dove è avvenuto l'infortunio mortale ieri mattina. L'intervento concordato con l'azienda, che operava nel settore del vetro e dell'illuminazione e ora in liquidazione, era la bitumazione di alcune parti del tetto del capannone. Dalla ricostruzione fatta dai carabinieri della compagnia di Empoli, per fare questo lavoro Ndreu avrebbe ingaggiato a nero l'operaio deceduto.  Poco prima delle undici è avvenuta la tragedia: Gomila avrebbe messo un piede su una lastra di plexiglass della copertura che, con il suo peso, ha ceduto subito. L'operaio è caduto da un'altezza di otto metri. E per lui non c'è stato nulla da fare. E' morto sul colpo ed è stato trovato riverso sul pavimento del capannone.  Il 118 ha inviato un'automedica dal Santa Verdiana e un'ambulanza della Pubblica assistenza di Castelfiorentino. Il medico intervenuto, però, non ha potuto fare altro che constatare il decesso dell'uomo. La salma dell'uomo è stata portata all'ospedale Santa Verdiana in attesa di avere il nullaosta per la sepoltura. Nel pomeriggio il magistrato non aveva dato ancora disposizioni sull'autopsia.  Nel capannone della Ve-ca group sono intervenuti i carabinieri e i tecnici della sicurezza sui luoghi di lavoro dell'Asl 11 per ricostruire l'infortunio e verificare la posizione dell'operaio albanese.  Dalle indagine effettuate con il coordinamento del pubblico ministero di turrno Christine Von Borries, è emerso che l'operaio immigrato non avrebbe avuto nessun dispositivo di sicurezza per effettuare il lavoro che stava svolgendo, così come non aveva fatto nessuna formazione. Avrebbe lavorato in nero e il suo permesso di soggiorno era scaduto. In più l'Asl 11 ha verificato anche la mancanza di una serie di documenti da parte dell'azienda che doveva svolgere il lavoro.  Da qui è scattato l'arresto dell'imprenditore con l'accusa di omicidio colposo, impiego della manodopera clandestina e altri reati connessi con la sicurezza nei luoghi di lavoro. L'arresto è stato disposto per la flagranza del reato e per il fatto che l'impreditore potrebbe compiere di nuovo il reato. A cui poi si è unito il fatto che l'imprenditore ha anche precedenti penali.  Renato Ndreu è stato portato a Sollicciano e il gip dovrà ora convalidare il suo arresto.

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