Sicurezza
Gli era scaduto il permesso di soggiorno ma non era clandestino
Era arrivato un paio di mesi fa e stava per ripartire per l'Albania
Camilla Trillò
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Ndoc Gomila 1 MINUTI DI LETTURA
CASTELFIORENTINO. Era in Italia da circa due mesi con la moglie e i tre figli piccoli (il più grande ha nove anni). Era ospite del fratello con il progetto di trovare un lavoro. E comunque, in attesa di trovare una sistemazione, sarebbe ripartito tra pochi giorni per riportare la famiglia in Albania prima dell'inizio della scuola. Tra l'altro il suo permesso di soggiorno era scaduto da qualche settimana (era irregolare, ma non clandestino). A raccontare chi era l'operaio morto è il fratello, Soco Gomila, accorso alla Ve-ca subito dopo l'infortunio. «Un suo amico lo ha portato con sé per aiutarlo nel lavoro che gli era stato assegnato - racconta - voleva guadagnare qualcosa con qualche lavoretto prima di portare la famiglia in Albania». Il fratello non sa ancora esattamente quello che è avvenuto sul tetto e, nonostante la disperazione, ha cercato con dignità di portare avanti le pratiche necessarie dopo l'infortunio mortale. Mentre i carabinieri stavano facendo le rilevazioni, al capannone sono arrivati anche i proprietari del panificio "La bottega del fornaio" in cui Soco Gomila lavora da 5 anni. «Abbiamo saputo dell'accaduto - spiega Vincenzo Magro, titolare del panificio - il fratello di Ndoc lavora con noi da tempo e siamo qui per dargli una mano».
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