Attenzione
«Ci siamo cascati, ma solo per pochi istanti»
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Un gruppo di soci del circolo Arci di Pontorme coinvolti nello scherzo Parlano vittime e complici degli autori della gag che ha movimentato il pomeriggio
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EMPOLI. C'è chi si è impaurito, chi dice di essersi accorto subito che si trattata di un gioco, e chi invece si è arrabbiato per davvero. Al circolo Arci di Pontorme lo scherzo costruito dalla troupe del programma "Me lo dicono tutti" sarà ricordato a lungo. La reazione più focosa è stata quella di uno clienti più anziani del circolo, il signor Salvatore, che quando si è visto spruzzare addosso quel gas un po' strano ha scagliato una sedia contro il furgone su cui viaggiavano Laganà e Corsi. «Ho lanciato la sedia - ha spiegato - perché mi sono sentito preso in giro. Io gli scherzi non li faccio e non li voglio ricevere. Sembrerò antipatico ma non me ne importa nulla». Per fortuna gli altri hanno reagito in modo diverso. «Quando abbiamo visto il furgone - ricorda Ulbricio Bigazzi - sono volate via le carte e si sono levate parole grosse. Ho avuto subito il dubbio che fosse uno scherzo. Poi ho notato le telecamere, dicevano che servivano per filmare un incontro di box che sarebbe avvenuto qualche ora più tardi». A Massimo Iaria scappa ancora da ridere, anche perché era venuto a conoscenza dello scherzo poco prima che arrivasse la troupe tv. «Io che sapevo - commenta - mi sono divertito tanto a istigare la gente che era arrabbiatissima. Poi appena Laganà s'è fatto riconoscere si son fatti tutti, a parte Salvatore, una risata». Sottolinea la grossolanità dello scherzo anche Pietro Coci: «I finti operatori sventolavano un volantino dicendo che era il Comune che li aveva autorizzati a disinfestare il circolo perché colpito da una zanzara dal nome assurdo, che solo a sentirlo c'era da sbellicarsi dalle risate». Pure chi era dentro al circolo si è goduto lo spettacolo, come Emilio Milone. «Io - racconta - non capivo bene cosa stesse succedendo ma ho visto arrivare una pattuglia di vigili, complici di Laganà, e uno della troupe ha fatto finta di sentirsi male e hanno chiamato un'ambulanza, anch'essa compresa nello scherzo». Ma chi ride più di tutti è Fabio Borri, complice di Corsi nel procurargli la location. «Il Circolo si è rivelato l'ideale per questa candid - sottolinea - perché è pieno di gente bella focosa. Sono stati velocissimi ad arrivare e nel giro di 48 ore è stato allestito tutto». Soddisfazione che ribadisce Paolo Borri, gestore del circolo. «C'è stato un bel casino - conclude - in tanti son caduti dalle sedie per evitare il getto del furgone. E' stato proprio un bello scherzo». (f.t.)
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