La protesta
Lex consigliere comunale Luigina Barontini contro la Federcaccia provinciale
Allarme per le doppiette fucecchiesi: «Chiude l'area addestramento cani»
Graziano Banchini
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FUCECCHIO. Un'area adibita all'addestramento dei cani per la caccia al cinghiale nella zona collinare di Fucecchio è a rischio chiusura. A lanciare l'allarme è Luigina Barontini, un passato da consigliere comunale nel partito dei cacciatori, da una quindicina d'anni responsabile dell'addestramento dei cani da seguita nel recinto "I Reani" gestito dalla Federcaccia di Firenze. Il recinto, così vengono chiamate le aree chiuse per l'addestramento dei cani per la caccia agli ungulati, si trova in località Vedute e si estende per circa 30 ettari di macchia tra querce, lecci, sentieri e laghetti in un habitat caratteristico a poche centinaia di metri dalla pianura industrializzata. Un'oasi nel verde dove da 15 anni si ritrovano a turno numerose squadre di appassionati della caccia al cinghiale per addestrare i cani. In passato nel recinto si sono svolte anche gare a livello provinciale che hanno richiamato appassionati da tutta la regione. Ma tutto questo, entro la fine dell'anno, può restare solo un triste ricordo, spiega Barontini, che punta il dito contro il comportamento, a suo dire poco trasparente e contrario agli interessi dei cacciatori e dei propri iscritti, tenuto dalla Federcaccia di Firenze alla quale non risparmia critiche. «Sono venuta a sapere che la Federcaccia di Firenze ha inviato una lettera alla sezione di Fucecchio e al proprietario del terreno sul quale si trova il "recinto" per comunicare l'intenzione di non rinnovare la gestione dell'area a decorrere dal prossimo anno. Così facendo - prosegue Barontini - i cacciatori che lo frequentano da anni sono costretti a emigrare altrove. Mi domando se il comportamento tenuto nella circostanza da Federcaccia sia corretto e leale. Dopo tutte le vicissitudini e le limitazioni alle quali i cacciatori ogni anno sono soggetti dal momento dell'uscita del calendario venatorio, chi dovrebbe rappresentarci ci chiude invece quei servizi e quegli spazi per svolgere l'attività venatoria. Non è questo un comportamento consono per tutelare i cacciatori e i propri associati». Barontini ricorda anche come Federcaccia non è nuova a comportamenti del genere. «Già in passato, circa venti anni fa, ha disdetto la gestione di un quagliodromo nella zona palustre di via Burello. Sono amareggiata del comportamento di Federcaccia e lancio un appello: se la gestione del recinto non viene rinnovata alla scadenza decade anche il diritto acquisito per utilizzare quest'area in futuro per l'addestramento dei cani. Mi rivolgo a qualsiasi associazione che volesse subentrare dall'inizio del prossimo anno per non mandare perduta questa opportunità che per 15 anni è stata offerta con successo agli appassionati di caccia. Se c'è un'associazione venatoria o cinofila riconosciuta alla quale sta a cuore che questa attività prosegua può contattarmi». Per completezza di informazione abbiamo sentito anche la versione di Federcaccia il cui presidente della sezione di Fucecchio, Rico Lupi, ci ha inviato un lungo comunicato del quale riportiamo alcuni stralci. «Negli ultimi anni - scrive - con l'avvicinarsi della decadenza del mandato del precedente presidente, avevo già sollevato la questione, come vice presidente, che qualora fossi stato eletto presidente, non avrei potuto mantenere la responsabilità della conduzione del "recinto" per motivi personali. Una volta eletto ho continuato a sollecitare una soluzione, ma senza esito. Devo rilevare che il permesso della Provincia per il tramite del Circondario scadeva il 31/12/2010 e io in attesa di una qualche soluzione, anche consultando i miei superiori provinciali per un eccesso di zelo, ho richiesto una proroga di un anno che mi fu concessa. Credo in tutta onestà - prosegue Lupi - di essere andato anche oltre le mie competenze per fare in modo che il recinto continuasse nella sua attività. Fra le squadre che gestiscono il recinto non ce n'è una di Fucecchio e credo nessuna della provincia. Il mio compito è tutelare gli iscritti fucecchiesi e la mia soddisfazione è che il numero degli iscritti è costante in una fase difficile per il mondo venatorio. Perla caccia al cinghiale, la mia associazione si è fatta promotrice con successo di un ampliamento della stagione venatoria, onde limitare i danni che il numero elevato di questi animali fa alle colture di pregio».
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