Sicurezza
Io, donna da ridere, innamorata di Fucecchio
Riccardo Cardellicchio
◗
Katia Beni Katia Beni domani sera al Parco Corsini: divertirò con il pubblico
3 MINUTI DI LETTURA
FUCECCHIO. L'attrice Katia Beni domani darà il via (Parco Corsini, ore 21,30) alla rassegna "Comica! Donne da ridere". La trovo a Padova, il giorno dopo lo spettacolo in cui ha sofferto molto per il caldo. Parliamo del futuro, ovviamente. Che è il 25 agosto. Perché Fucecchio? «Fucecchio, l'ho nel cuore. Ci ho abitato un anno e mezzo. Sono arrivata in via della Ferruzza nel 2009. In attesa della fine dei lavori alla mia casa a Montopoli in Valdarno, dove poi sono tornata. Confesso che sono arrivata a Fucecchio con un certo timore. E' una città di Palio, sicché di passioni. O ami od odi. Non ci sono vie di mezzo. Qualche volta sconfinando nel troppo. Ma l'accoglienza ricevuta m'ha fatto ricredere. Sono nate amicizie importanti. Mi ci sono trovata bene. E non è vero che farvi uno spettacolo è una scommessa più che altrove, perché si pensa solo al palio. I fucecchiesi amano lo spettacolo». «Durante l'estate possono usufruire del Parco Corsini, luogo d'incanto che frequentavo continuamente. Partivo a piedi dalla Ferruzza. Mi sistemavo su una panchina o a un tavolino della Limonaia. Pensavo, scrivevo, mettevo a punto i testi. E mi dicevo: come sarebbe bello facci qualcosa, un giorno». E quel giorno è arrivato. «Il mio innamoramento ha coinvolto uno dei direttori artistici della rassegna, Stefano Mascagni. E devo dire che non sarei arrivata a niente se non avessi trovato il sindaco Claudio Toni. Non lo conoscevo. E' uno che ti parla, t'ascolta. Ecco, lo senti al servizio degli altri. Non è che l'abbia fatto con me perché sono l'attrice Katia Beni. No, ho potuto verificare che lo ha fatto, e lo fa, anche con gli altri, con quelli che ho incontrato nella sala d'attesa, e non erano pochi». Le ha permesso di vedere il Teatro Pacini. «M'è piaciuto. Anche se, per ora, è una scatola vuota, con qualche problema tecnico. Quello che balza più all'occhio è il palcoscenico. E' in salita, invece d'essere in discesa. Il che impedisce di vedere, anche nella proiezione di film, a quelli delle prime due file. E, in un locale di 200 posti, rinunciare a due file è troppo». Dettagli tecnici. Che non le hanno impedito d'immaginarlo al centro di una scommessa culturale. Un'idea utile. Occasione d'arricchimento e di lavoro, l'occhio puntato sul cabaret ma anche sulla scrittura legata alle fiction, con l'aiuto di una scrittrice esperta come Donatella Diamanti. Ne ha parlato col sindaco, prima ancora che uscisse una bozza di bando. Un documento che chiede troppe cose, tanti soldi da investire. Senza neanche un accenno ai progetti. Che, invece, sono importanti. Lo spettacolo di domani è annunciato come "assemblaggio di follia, demenzialità e comicità". Con coinvolgimento del pubblico. Sì, Katia vuole che interagisca con lei, che si cimenta nel difficile impegno delle improvvisazioni. Nel mirino, i luoghi comuni della nostra vita, caratterizzata da internet. «Se non ci sai andare, sei uno da internare». Alla fine del colloquio, dice: «Saluto i fucecchiesi e i cinesi, spero che vengano anche loro allo spettacolo. Non sanno ancora il toscano?». Ride, nonostante incominci a tormentarla il raffreddore. Poi tace. Tace anche su un evento che la riguarda da vicino. Il suo compleanno, che sarà tra qualche giorno. Un traguardo non da poco. Per le signore - dice il bon ton - si deve glissare sull'età. E vale anche per lei. Tanti auguri, Katia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
