Il Tirreno

Empoli

Chiude la Rasseno, in 36 a casa

Gli operai della Rasseno protestano contro l’azienda
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Gli operai della Rasseno protestano contro l’azienda

Nessun preavviso è stato dato ai dipendenti, preoccupata la Cgil

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 MONTESPERTOLI. Scompare un'altra azienda del cotto. Si tratta della Rasseno che ha messo in mobilità i 36 dipendenti dello stabilimento che si trova vicino a Baccaiano. «La comunicazione - spiegano i lavoratori - ci è arrivata senza alcun preavviso». Molto preoccupata anche la Fillea Cgil per il futuro che si prospetta per le persone licenziate.  Dopo che i lavoratori «hanno fatto richieste scritte, incontri e mobilitazioni, domande su un piano industriale per il rilancio dell'azienda, la proprietà - spiega in una nota la Fillea Cgil - senza nessun preavviso, come risposta, ha aperto una procedura di mobilità per cessazione delle attività per tutti i 36 dipendenti».  Da qui lo sconcerto dei lavoratori. La situazione si era acutizzata a fine luglio dopo un periodo di cassa integrazione. E i dipendenti avevano scioperato per otto ore e avevano manifestato di fronte ai cancelli per la «mancanza di risposte da parte dell'azienda».  Anche il sindaco di Montespertoli Giulio Mangani, si era recato davanti alla sede dell'azienda per incontrare i lavoratori che presidiavano i cancelli.  E si era attivato con il sindacato per chiedere l'apertura di un tavolo di crisi alla Provincia di Firenze «con l'obiettivo - aveva spiegato il primo cittadino - di salvaguardare la produttività e l'occupazione di un'azienda storica e di importanza strategica per il territorio».  Oggi un altro incontro con i lavoratori e il sindaco Mangani alla Camera del lavoro di Empoli.

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