Il Tirreno

Empoli

Allarme rosso per gli uliveti

Agricoltore al lavoro nel suo uliveto
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Agricoltore al lavoro nel suo uliveto

La mosca olearia ha colpito in vaste aree del circondario Gli esperti: intervenire subito o si rischia il raccolto

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 EMPOLI. E' allarme rosso per la mosca olearia (Bactrocera oleae) che attacca gli ulivi nelle campagne dell'Empolese Valdelsa. La variazione delle condizioni climatiche delle ultime settimane, con pioggia e sbalzi di temperatura, ha favorito il moltiplicarsi dell'insetto e delle larve, con infestazioni diffuse su gran parte del nostro territorio. A renderlo noto sono i tecnici della Cooperativa Agricola di Legnaia che in questo periodo stanno tenendo sotto controllo l'evolversi delle olive in vista del raccolto di novembre.  I dati dei rilevamenti, effettuati dall'Arsia, Agenzia regionale per lo sviluppo nel settore agricolo - spiega Alberto Lanzi, agronomo, che segue i soci della Cooperativa Agricola di Legnaia - rilevano la presenza di larve di Bactrocera oleae in vaste aree dell'Empolese Valdesa, in particolare in alcune frazioni di Montespertoli (con punte che arrivano al 28% in località Fezzana), di Vinci (24%), di Empoli a Monterappoli (19%), Castelfiorentino (15%), Capraia e Limite, in zona Castra (14%), Certaldo (13%),Gambassi (12%). Rischio molto basso invece in buona parte del comune di Cerreto Guidi, Montespertoli e Montaione.  «Siamo di fronte a una situazione ad alto rischio - spiega Lanzi - il variare delle condizioni climatiche ha favorito lo svilupparsi delle infestazioni, anche perché, se sino ad ora le drupe delle olive erano rinsecchite per la mancanza di acqua, adesso stanno iniziando a gonfiarsi e questo favorisce l'ovodeposizione. Nelle verifiche effettuate dai nostri tecnici abbiamo rilevato la presenza della mosca in molte zone delle colline fiorentine e se non vengono trattati per tempo si rischia di penalizzare pesantemente la produzione di olio del prossimo autunno. La prima cosa da fare - prosegue Lanzi - è verificare la presenza della mosca attraverso trappole a base di feromoni sessuali che richiamano i maschi. Questo permette di avere una fotografia abbastanza precisa della situazione e i più zelanti, potrebbero anche verificare se le uova deposte sono fertili o meno, aprendo delle olive a campione».  I trattamenti permettono un'eliminazione massiva degli insetti. «In genere però si ricorre all'irrorazione sulle chiome di sostanze biologiche come il "caolino" - sottolinea l'agronomo - che, diluito in acqua, forma sulle chiome una specie di materiale color argilla che ha lo scopo "camuffarle", di renderle meno visibile alla mosca olearia».  E' di assoluta importanza ricordare che ogni tecnica va adattata e sperimentata in base alle condizioni del proprio oliveto. Si possono utilizzare anche più tecniche contemporaneamente, per valutare quella più efficace, oppure semplicemente per constatare che l'unione fa la forza, in nome dell'olio che verrà.

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