Il Tirreno

Empoli

Accusati della morte di un ragazzo

Il luogo in cui è morto il ragazzo
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Il luogo in cui è morto il ragazzo

Chiesto il rinvio a giudizio per 3 dirigenti di Comune e Circondario

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 EMPOLI. Avrebbero omesso di dotare il ponte di una spalletta tale da evitare pericoli e di un'illuminazione adeguata. Per queste negligenze, contestate a tre dirigenti pubblici, Claudiu Aioanei sarebbe caduto tra il 1º e il 2 agosto 2010 e morto poi 4 giorni dopo. Per questo la procura ha chiesto nei loro confronti il rinvio a giudizio.  L'accusa è di omicidio colposo in concorso ed è stata contestata dal pubblico ministero a Paolo Gini, responsabile dei lavori pubblici del Comune di Empoli; a Paolo Collodel, responsabile della mobilità, urbanistica, vincoli territoriali, difesa suolo del Circondario Empolese Valdelsa; a Giuseppe Panarello, responsabile del settore posizione organizzativa sempre del Circondario.  L'incidente al giovane Claudiu Aioanei, 18 anni, avvenne in via Barzino, una strada non asfaltata che è di competenza comunale. Ma, pur essendo di uso pubblico perché costituisce l'unico accesso ad alcune abitazioni e termina poi su una pista ciclabile comunale, dal punto di vista amministrativo è qualificata come sommità degli argini demaniali del torrente Orme e del rio Mosca che ricadono nelle competenze del Circondario Empolese Valdelsa. Da qui il coinvolgimento per la procura fiorentina sia del Comune che del Circondario.  Lo studente empolese di origine albanese, nella notte tra il primo e il 2 agosto, si trovava sopra il piccolo ponte sotto un canale di scolo del rio Mosca che sfocia nell'Arno. In compagnia di un amico, verso le 21, stava bevendo una birra e chiaccherando.  All'improvviso la tragedia: lo studente, che abitava con la famiglia in via Ridolfi, perse l'equilibrio e cadde di sotto, sul cemento del canale di scolo che in quel momento era senza acqua. A chiamare i soccorsi furono il suo amico e i residenti delle case accanto al ponticino che udirono le grida del giovane ferito.  Claudiu venne portato in condizioni gravissime prima all'ospedale San Giuseppe e poi a Careggi nel reparto di neurochirurgia dove venne sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Ma le sue condizioni rimasero molto gravi. Il 6 agosto il ragazzo peggiorò ulteriormente e morì.  Da qui è partita l'inchiesta della procura per accertare eventuali responsabilità da parte degli enti locali competenti per quel tratto di strada.  Secondo le indagini portate avanti dai carabinieri e coordinate dal sostituto procuratore Luigi Bocciolini, il ragazzo non si sarebbe reso conto della modesta altezza della spalletta, che era 65 centimetri, e del vuoto che c'era dietro.  Per cui cadde da un'altezza di quasi sei metri riportando ferite molto gravi.  Ora la procura di Firenze ha terminato le indagini e ha chiesto al tribunale il rinvio a giudizio per i dirigenti Gini, Collodel e Panarello, tutti e tre ingegneri, con l'accusa di omicidio colposo in concorso. L.A.

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