Sicurezza
L'appello per il "Ciuccia" non cade nel vuoto
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Francesco Lombardi in centro a Empoli Bugli e il vicesindaco Montelupo oggi lo vanno a trovare all'Opg. E c'è chi accusa la legge Basaglia
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EMPOLI. L'appello per il "Ciuccia" non cade nel vuoto. Intorno all'arresto e al trasferimento di Francesco Lombardi all'Opg c'è una mobilitazione di politici, medici e persone comuni. A Montelupo è stato portato in base a una condanna per violenza sessuale dopo che nel 2008 aveva palpeggiato una ragazza in via Roma. Oggi alle 15 il consigliere regionale e capogruppo del Pd Vittorio Bugli e il vicesindaco Giacomo Tizzanini di Montelupo lo andranno a trovare. «Avevamo messo in programma già una visita all'Opg - spiega Bugli - la presenza di Francesco Lombardi rafforza la necessità di questa iniziativa. Una volta vista la situazione valuterò se attivare il garante dei detenuti». Anche su internet prende vigore il dibattito sull'opportunità di internare il "Ciuccia" (su Facebook ci sono due gruppi, con quasi mille iscritti, dedicati a questo personaggio). Sulla sua presenza all'Opg arriva la posizione di un esperto Ugo Catola, psichiatra e rappresentante dell'Ugl medici. «Dobbiamo considerare lo stato d'abbandono in cui molti pazienti psichiatrici versano da anni e la sostanziale latitanza dei servizi socio-sanitari delle Asl - spiega - il reato commesso dal soggetto è imputabile alla mancanza ricovero e cure adeguate, reso possibile dai dettami della legge Basaglia che ha deresponsabilizzato i medici del servizio psichiatrico pubblico e depennato il concetto di pericolosità sociale. La misura di sicurezza della libertà vigilata, stabilita dal magistrato nella sentenza del 2011, è stata resa vana perché il soggetto si trovava in una comunità privata per disabili e malati psichiatrici, che non aveva né i mezzi né l'obbligo di trattenerlo. Egli, infatti, s' è allontanato dalla comunità per riprendere il suo abituale stile di vita. A questo punto lo Stato, che non era riuscito a trovare una sistemazione idonea per lo sventurato, è intervenuto e ha ordinato il ricovero in casa di cura e custodia annessa all' Opg». C'è infine chi affida le sue riflessioni a una lettera inviata alla nostra redazione. Lo fa Stefano Parri. «Da essere umano e ancora di più da empolese mi rattrista moltissimo leggere che una persona come lui è stato internato in una struttura come l' Opg. Non sapevo nemmeno, come credo molti empolesi fino ad oggi, che il suo nome fosse Francesco ma sono cresciuto vedendolo vagare per il "giro" in cerca di spiccioli magari "disturbando", se cosi possiamo dire, i passanti ma non ho mai assistito a scene talmente violente che potessero far pensare e giustificate un ricovero in un tal posto. Non capisco come si sia potuto internarlo in una struttura insieme a persone con storie di violenze ed omicidi. Credo che il dovere di tutte le istituzioni preposte sia quello di portare via subito Francesco da lì cercando il modo migliore di aiutarlo e curarlo». E Parri conclude: «Un grande augurio a Francesco, spero di poterti rivedere nel giro d' Empoli lucido ed in buona salute senza che tu mi chieda un eurino per il vino ma per poterti offrire un caffè».
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