Il Tirreno

Empoli

Denunciò il doping, non può passare professionista

La giovane promessa Eugenio Bani, l’ultimo a destra
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La giovane promessa Eugenio Bani, l’ultimo a destra

Bloccato il ciclista Bani, una società che vuol tesserarlo intenzionata a far causa al Coni

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 LIMITE. La società ciclistica Amore & Vita chiederà i danni al Coni se entro una settimana non si sbloccherà la vicenda che coinvolge Eugenio Bani, 20enne promessa del ciclismo italiano che corre per la Danton di Capraia, al quale per regolamento viene impedito di passare professionista. Bani venne trovato positivo, quando era minorenne, alla gonadotropina corionica in un controllo del 24 giugno 2009 ai campionati italiani di Imola. Poi con le sue dichiarazioni ha contribuito alla sospensione di 60 giorni inflitta dalla commissione disciplinare della Federciclismo alla società Montemurlo Empolese Vangi, per cui correva, per aver medicalizzato i suoi corridori, e ai due anni di stop al medico sociale. Bani aveva denunciato improprie pratiche mediche fatte indistintamente a tutti gli atleti, peraltro minorenni, della sua squadra. Ora, come ha spiegato il presidente della federciclismo Renato Di Rocco in una lettera con cui ha risposto al giovane ciclista, malgrado la «indubbia fattiva collaborazione», non ci sono requisiti - non avere subito sanzioni superiori ai 6 mesi per fatti di doping ai campionati italiani - per passare professionista, partecipare ai campionati nazionali e vestire la maglia azzurra. «A Bani tolgono il diritto di fare il prof - ha commentato Ivano Fanini, patron dell'Amore e Vita, squadra in lotta contro il doping, con cui il corridore doveva passare professionista -. Poteva debuttare come stagista al gp Camaiore e poi l'anno prossimo avrebbe debuttato tra i prof con l'Amore & Vita. I personaggi di cui era composta la sua ex squadra, una volta scontata la pena, possono tranquillamente continuare a fare ciclismo e magari continuando ad insegnare pratiche sbagliate ad altri corridori, mentre Bani è come fosse stato radiato». Secondo Fanini, il nuovo regolamento che impedisce il passaggio tra i professionisti è stato «fatto ad hoc per escludere solo questo corridore e di riflesso danneggiando fortemente anche la mia squadra che, dopo 35 anni dalla scoperta di Cipollini, aveva trovato un nuovo futuro campione perchè gli somiglia parecchio. E visto che le lettere e le richieste di deroga da parte del padre di Eugenio vengono snobbate dalla Fci, a questo punto Amore & Vita e Bani chiedono ufficialmente a Di Rocco di sbloccare questa situazione entro una settimana e permettergli di finire la stagione come stagista, altrimenti chiederanno i danni al Coni per non aver preso provvedimenti verso il presidente Fci».

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