Sicurezza
Da giardino in centro a gabinetto all' aperto scatta la protesta
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EMPOLI. Un gabinetto a cielo aperto nel cuore della città. Ecco in cosa si è trasformato il giardino pubblico di largo della Resistenza. Dovrebbe essere un piccolo polmone verde con ombra e panchine, ma la realtà è ben diversa. Uno spazio sporco anche per il comportamento incivile di chi ci porta gli animali. Camminare in questa zona senza calpestare nulla è impossibile tra ricordini lasciati dai cani portati a passeggiare e guano di piccioni e storni. Sedersi sotto gli alberi per trovare un po' di ombra è veramente difficile. I grandi rami delle piante fungono da appoggio agli uccelli e sotto, di conseguenza, non c'è neanche un centimetro libero da escrementi. Ma cani e volatili non sono gli unici a sfruttare il giardino come gabinetto all'aperto. Basta fare un paio di passi all'interno del largo della Resistenza e ad ogni angolo del vecchio muro che delimita il giardino, così come sulla pavimentazione, si possono vedere segni (e avvertire odori) inequivocabili di persone che hanno orinato alla parete, un tempo recinzione della città. Più ci sono rifiuti abbandonati come un vecchio carrello per la spesa. Oltre al degrado, gli abitanti della zona si lamentano perché il giardino viene usato come punto di ritrovo per tossicodipendenti. Accendini rotti e cicche di sigarette per terra sono visibili in terra tutti i giorni. Per non parlare poi di vetri di bottiglie seminascosti dall'erba alta che rendono la frequentazione del giardino ancora più pericolosa soprattutto per i bambini che a terra giocano volentieri. «Fino al mese scorso c'era il cantiere aperto nella scuola elementare accanto al giardino - spiega uno dei frequentatori dell'area - immagino che dal Comune non siano intervenuti sulla pulizia per questo, ma adesso è davvero necessario». «Dato che la scuola non ha un vero e proprio cortile - spiega Giovanna Costagli, titolare della cartolibreria Bandini, che si trova in via Leonardo da Vinci, la strada che costeggia il giardino - sarebbe più sensato rendere l'area verde uno spazio privato per i bambini, magari lasciando giusto un paio di panchine e il sentiero per il passaggio di tutti gli altri. Così, lasciato in queste condizioni, il giardino è inservibile». A chi si lamenta della presenza del Ser.T. come richiamo per i tossicodipendenti nel giardino risponde Monica Ammannati, titolare del bar Leontina, situato a due passi dal giardino. «I tossicodipendenti che si ritrovano nel largo della Resistenza - spiega - non sono quelli che vanno al Ser.T.. Hanno scelto questo come punto di ritrovo perchè è vicino al centro. Dopotutto prima stavano in piazza dei Leoni. Quando li hanno cacciati si sono spostati quì, poco lontano». E aggiunge: «Il punto è che ci sono parti di Empoli che sono troppo lasciate a se stesse».
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