Il dolore
La fotografia scattata dallIrpet insieme alla Provincia sullandamento economico locale
Accesso al credito sempre più difficile
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Andrea Barducci Tante aziende ricorrono all'autofinanziamento per sostenere la produzione
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EMPOLI. La Provincia di Firenze, con la collaborazione dell'Irpet, ha prodotto il Rapporto sul Credito 2011. Si tratta di una indagine sugli elementi che caratterizzano l'accesso al credito da parte delle imprese del territorio fiorentino, basato in parte sui dati prodotti dalla Banca d'Italia e da altri istituti e in parte su un questionario somministrato ad un campione di 836 imprese del tessuto economico provinciale. E' un lavoro sistematico, che analizza criticità e opportunità da sviluppare nel rapporto banche-imprese, che la Provincia ha impostato su base biennale. «Una serie di dati e valutazione - ha detto l'assessore provinciale Giacomo Billi - che intendiamo mettere al servizio di tutti gli attori istituzionali, delle associazioni di categoria, degli istituti di credito, delle parti sociali, per calibrare al meglio le azioni che possono essere intraprese per migliorare le condizioni utili a sviluppo e coesione sociale dei nostri territori». Presentazione ufficiale. Il rapporto verrà presentato dai ricercatori che lo hanno realizzato il 9 settembre alla presenza dell'assessore regionale alle attività produttive Gianfranco Simoncini, del presidente della Provincia Andrea Barducci, dell'assessore allo sviluppo Giacomo Billi e che coinvolgerà rappresentanti di associazioni di categoria, banche, consorzi confidi. Più banche, meno sportelli. In sintesi il rapporto sul Credito 2011 ha prodotto questi risultati. Il mercato del credito nella provincia di Firenze ha affrontato significative trasformazioni durante gli anni della crisi, in termini di organizzazione spaziale sia degli sportelli che dei centri decisionali bancari. Il cambiamento più significativo intercorso negli ultimi anni riguarda la struttura dell'offerta bancaria: da un lato, si è assistito alla razionalizzazione della rete distributiva, con una flessione, seppur minima, del numero di sportelli bancari. A questo fenomeno si è accompagnato un aumento della presenza sul territorio delle banche locali, ma anche una significativa perdita di autonomia decisionale di alcuni sportelli. Credito più ostico. Dall'altro lato, dalle rilevazioni regionali condotte dalla Banca d'Italia, si è osservato un significativo inasprimento delle condizioni di offerta di credito, in termini sia di innalzamento degli spread verso la clientela più rischiosa, sia di maggiori garanzie richieste. A ciò si è aggiunta anche una crescente dipendenza delle banche da criteri oggettivi nella determinazione del merito di credito, per la quale è concessa una minore autonomia decisionale ai responsabili di filiale. La crescita dei fidi. A queste due tendenze si sono accompagnate la crescita e la riorganizzazione del settore dei consorzi di garanzia collettiva dei fidi. Si tratta di una evoluzione in atto, avviata in anticipo in Toscana rispetto alle altre regioni con fusioni e acquisizioni che hanno ridotto il numero di confidi presenti sul territorio. Il processo di consolidamento non è ancora compiuto e dovrà proseguire sulla spinta della profonda riforma normativa, volta a contrastare l'eccessiva frammentazione del settore e a favorire l'organizzazione dei confidi di dimensione maggiore verso una struttura più "bancaria" e sottoposta alla vigilanza della Banca d'Italia. Economia e finanza. Con riferimento al sistema produttivo della provincia di Firenze, una migliore e più affidabile rete di garanzie collettive può favorire un maggior ricorso al credito bancario, che è ampiamente sottoutilizzato. I dati disponibili concordano nel suggerire che la marcata contrazione degli investimenti produttivi da parte delle imprese fiorentine è il risultato sia di problemi dal lato dell'offerta che della domanda. In altri termini, la crisi dell'economia reale è in parte attribuibile a fenomeni finanziari, trasmessi al comparto produttivo per via dell'irrigidimento dell'offerta di credito, ma è anche il risultato di una scarsa domanda di credito per investimenti da parte delle imprese, colpite dal rallentamento dell'economia globale e da una costante perdita di competitività. I dati della provincia di Firenze mostrano che il finanziamento all'economia dal settore bancario ha rallentato significativamente nel 2008-2009, specie nel comparto produttivo, per poi mostrare una timida ripresa nel 2010. La crisi. Tuttavia, l'elevato flusso di impieghi entrati in sofferenza suggerisce che alcuni effetti della crisi devono ancora manifestarsi. Queste impressioni sono confermate dall'analisi dei dati ricavati da un'ampia indagine sulle imprese fiorentine. Dall'indagine emerge che una parte delle imprese intervistate ha difficoltà ad avere rapporti di credito col sistema bancario e finanzia la propria attività produttiva in via quasi esclusiva con l'autofinanziamento. D'altra parte, le aziende che hanno ottenuto credito hanno recentemente percepito un peggioramento di quantità e qualità del credito erogato dal sistema bancario, solo in parte compensato da alcune imprese grazie al ricorso alle garanzie prestate dai confidi.
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