Il dolore
Nigi: «No alla giungla degli orari»
Francesca Toccielo
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Enzo Nigi (Confesercenti) Il presidente di Confesercenti: «Serve un patto tra negozianti»
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EMPOLI. Liberalizzazione? Si, ma solo se motivata. È il messaggio lanciato da Confesercenti sulla questione degli orari prolungati dei negozi dell'area empolese. È il presidente Enzo Nigi a chiarire la posizione: «Non siamo contrari al principio della liberalizzazione degli orari. Ma ha senso metterlo in pratica solo se esiste un reale motivo di fondo». E qual è il motivo di fondo? «Semplice: il turismo. Quindi sì agli orari prolungati dei negozi in città turistiche come Firenze e come Siena e no in città come Empoli, cioè città non turistiche. E' l'apertura indiscriminata che ci trova perplessi, l'apertura tanto per aprire». Ovviamente, in un regime di liberalizzazione, ogni negoziante è libero di fare come vuole e di decidere come meglio crede quali siano le 13 ore in cui aprire al pubblico la propria attività. Inoltre, quello che Nigi vuole sottolineare è che non è molto produttivo neppure per i commercianti offrire ai consumatori orari di apertura troppo ampi e troppo differenti tra loro. Il rischio è quello di far brancolare i cittadini nell'incertezza. Per evitare ciò, Confesercenti suggerisce «l'applicazione di "paletti" per ridurre l'ampio nastro orario di 13 ore. Ovviamente il tutto sulla base di accordi, per cercare di avere tutti un orario più uniforme e delimitato». Per quanto riguarda le aperture straordinarie delle domeniche e delle festività la situazione è più semplice, in quanto l'ultima concertazione ha stabilito che sono 11 le domeniche annuali, oltre a quelle del mese di dicembre, di apertura straordinaria. Nigi parla di paletti e non di vere e proprie regole. «Proprio perchè si tratta di liberalizzazione niente è rigido e definitivo. Invito i negozianti dell'Empolese a proporre nuove idee, o magari a ridefinire le fasce orarie. Ovviamente queste dovranno esser accompagnate da reali motivazioni di fondo, a partire da sufficienti affluenze di compratori».
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