Il Tirreno

Empoli

Campi di calcio, al via le demolizioni

Francesco Turchi
Un impianto sportivo (foto d’archivio)
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Un impianto sportivo (foto d’archivio)

Controlli negli impianti: nel mirino annessi, recinzioni e tribune

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 EMPOLI. Stop agli abusi edilizia negli impianti sportivi. Il Comune ha fatto la mappa delle strutture che non sono a norma e ne ha ordinato la demolizione. Si tratta soprattutto di piccoli annessi agricoli, ma anche di recinzioni e tribunette, realizzate in maniera artigianale negli anni dalle società che hanno in gestione i campi.  Non ci saranno denunce, ma le demolizioni devono avvenire in tempi brevi, a completamento di un'operazione scattata lo scorso gennaio, quando la giunta empolese ha dato mandato agli uffici comunali di effettuare un monitoraggio e una verifica delle strutture esistenti negli impianti sportivi di proprietà comunale dati in gestione alle varie società sportive e destinate all'attività calcistica. Per ogni campo i dipendenti del settore Lavori pubblici hanno realizzato un dossier: planimetria con gli edifici presenti, la loro conformità urbanistica e la presenza di un titolo autorizzativo relativo alla loro edificazione, con le foto dell'area e dei vari edifici. Non siamo di fronte a mostri di cemento - è bene chiarirlo - né a mini-case con vista sul campo di calcio. Ma si tratta piuttosto di un diffuso adeguamento delle strutture alle esigenze delle società in barba a leggi e regolamenti. «All'esame della documentazione - si legge infatti nella delibera - risulta che presso i vari impianti sono presenti alcuni edifici o attrezzature non pienamente conformi alle normative urbanistiche, edilizie e di sicurezza».  Alla luce di questo quadro, la giunta ha dato mandato al dirigente del servizio Espropri e patrimonio di procedere ad ordinare «l'immediata demolizione dei manufatti e delle strutture realizzati nelle immediate vicinanze degli impianti sportivi su terreno di proprietà comunale in assenza di specifico titolo autorizzativo ed urbanisticamente non conformi». Ma non solo. I dirigenti comunali dovranno avviare, in stretto raccordo con le società che gestiscono gli impianti, un processo di adeguamento e messa a norma delle strutture e attrezzature esistenti, che risultano urbanisticamente conformi, nel caso siano strettamente necessarie allo svolgimento delle attività sportive. Proprio in quest'ottica le società dovranno presentare entro il 30 ottobre un progetto di trasformazione e/o adeguamento, affinché strutture e attrezzature possano essere regolarizzate sotto il profilo edilizio, igienico-sanitario e di sicurezza. Gli uffici dovranno quindi relazionare alla giunta entro la fine dell'anno in merito ai progetti presentati.  «Questo tipo di operazione - spiega il vicesindaco Carlo Pasquinucci - si è resa necessaria in vista anche delle future riassegnazioni delle gestioni. Si deve prima tornare a una situazione complessiva di regolarità, attraverso demolizioni o interventi di adeguamento, perché non si possono tollerare che ci siano strutture non a norma su terreni di proprietà del Comune».

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