Sicurezza
Tutti in piedi per il decano dei conciatori
Luciano Gianfranceschi
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La famiglia Squarcini durante la festa per i cinquantanni di attività Mega-festa per i 50 anni dell'azienda di Dario Squarcini, premiato dal sindaco Claudio Toni
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FUCECCHIO. Quando s'è abbassata la musica tormentone dei migliori anni della nostra vita, il sindaco Claudio Toni ha detto queste vibranti parole: «Mezzo secolo fa, con gran spirito imprenditoriale, Dario Squarcini avviò una conceria che ben presto s'è evidenziata per idee moda, innovazione tecnica, e alta qualità. Fianchi e spalle trattati al vegetale, dunque al naturale. Un prodotto che ha fatto conoscere Fucecchio in Italia e nel mondo». E gli ha consegnato una targa di merito, da parte dell'amministrazione comunale. La festa era infatti in onore del decano dei conciatori. E Dario, che d'esperienze ne ha vissute tante - è tuttora nel cda del Consorzio Conciatori al depuratore di Ponte a Cappiano, ha fondato la squadra di calcio Cappiano pelli - ha ceduto un po' all'emozione soltanto al momento successivo, quando la nipote Martina gli ha riservato un affettuoso abbraccione «per ringraziarti d'essere sempre presente e di trasmetterci voglia di vivere ogni giorno». Martina, laureanda in economia e commercio, rappresenta l'azienda nel Consorzio vera pelle italiana conciata al vegetale. Quanto a Curzio, figlio di Dario e padre di Martina, attuale titolare dell'azienda ha rievocato così la storia della conceria. «Mio padre già alla fine degli anni Cinquanta rifiniva le croste di pellame insieme a un socio, in una zona di Cappiano detta "il villaggio". Poi il 27 luglio 1961 nacque la conceria Squarcini. Non erano tempi d'oro come s'immagina ora, io avevo 6 anni e ricordo i primi grattacapi ma anche le soddisfazioni. Mio padre ha già festeggiato le nozze d'oro con mia madre Mary Sani, stasera si merita questa soddisfazione professionale». Però non sono stati soltanto rose e fiori. «Nel 2001, quando ci siamo dovuti spostare nella zona industriale calligiana, e la conceria ha preso l'attuale nome "Il Ponte", dopo un po' abbiamo perso un socio importante: Paolo Sgherri. Ci crollò il mondo addosso. Mia sorella Daniela ci ha proposto il futuro genero, Massimiliano Magini, e ci siamo ripresi; siamo di nuovo una squadra». Curzio non s'è dimenticato i dipendenti: «Stanno dietro le quinte, ma sono indispensabili». La festa è stata allestita da Lucia, moglie di Curzio: 275 invitati: dipendenti, clienti, fornitori e autorità, sotto i gazebo del catering "La casa dello chef".
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