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Empoli

Il direttore Natali: «È un patrimonio da tutelare»

Pure gli Uffizi dicono no «È troppo pericoloso»

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 VINCI. «La Gioconda è una delle poche opere del catalogo di Leonardo: dobbiamo fare di tutto per non esporla ai rischi. È un'opera-simbolo dell'arte che non va mossa dal Louvre. Per questo motivo, anche ammesso che la portassero in Italia, e non credo che accadrà mai, io la Gioconda non la vorrei agli Uffizi, neppure per un'esposizione di pochi giorni. La Gioconda non è dei francesi ma di tutto il mondo e chi è chiamato alla tutela deve tutelare per tutti». La lapidaria dichiarazione di Antonio Natali, autorevolissimo direttore della Galleria degli Uffizi, non lascia spazio ai dubbi, in linea con il pensiero di tanti studiosi. Più possibilista Cristina Acidini, soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, che di fronte però al diniego annunciato dai responsabili del Louvre, ha affermato: «È una decisione assolutamente prevedibile e motivata. Giustamente la Gioconda resta al suo posto». «Un trasporto della Gioconda è assolutamente inimmaginabile - ha spiegato Vincent Pomarede del Louvre di Parigi - perché non arriveremmo ad avere in nessun modo un controllo della temperatura ottimale. Le vibrazioni sarebbero assai nocive per il quadro. Un prestito farebbe correre rischi troppo grandi».

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