Dagli anziani un salvagente contro la crisi
Nuove case popolari grazie alla vendita della nuda proprietà delle loro abitazioni
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EMPOLI. Garantire un futuro più dignitoso agli anziani che vivono nell'Empolese Valdelsa acquistando la nuda proprietà delle loro abitazioni. E alla morte destinare questi alloggi a case popolari con canoni agevolati. È un'idea, anzi un progetto. A proporla è l'ex sindaco di Empoli Varis Rossi. Il progetto - che punta ad aumentare il numero degli immobili a disposizione delle famiglie in difficoltà economiche o dei giovani che non possono permettersi un affitto tradizionale - coinvolge anche le associazioni del territorio e anche per questo sembra avere le carte in regola per diventare operativo in tutto il circondario. Alla Misericordia, a cui è stato illustrato nel dettaglio, è piaciuto: la confraternita si è detta disponibile ad avviare un percorso condiviso. Pubblico e privati. L'idea di Rossi è quella di costituire una società consorziale formata da enti pubblici e privati (comprese banche e agenzie immobiliari, con cui sono già stati avviati i primi contatti) il cui compito sarebbe quello di dare la possibilità agli anziani di vendere la nuda proprietà della propria casa, consentendogli così di avere soldi a disposizione per affrontare con più comodità la vecchiaia, senza dover rischiare di perdere in altro modo la casa che rimarrebbe comunque in usufrutto fino alla morte, per poi passare alla società acquirente. Il progetto è chiaramente destinato, per le sue caratteristiche, in particolare a quella fascia di popolazione in età avanzata che non ha eredi diretti. Più di mille immobili. «Incrociando i dati dell'anagrafe dello scorso anno e quelli dell'Ici che risalgono al 2007 - spiega il promotore Varis Rossi - sono ben 1073 su un totale di 1833 le persone con più di settantacinque anni residenti a Empoli che possiedono la casa in cui vivono. Ecco perché si tratta di un progetto che può avere le carte in regola per poter decollare». La società che verrebbe formata ad hoc, con investimenti minori rispetto all'aquisto tradizionale di un immobile, potrebbe ritrovarsi a gestire una serie di edifici a disposizione in varie zone della città da poter rivendere a prezzi agevolati ai giovani che vogliono mettere su famiglia oppure utilizzarle come case popolari a canoni agevolati con affitti bassi e accessibili a tutti coloro che hanno difficoltà a trovare un'abitazione in affitto. «In questo modo - prosegue ancora Rossi - si potrebbe garantire un futuro più agiato agli anziani e allo stesso tempo cominciare a risolvere anche uno dei problemi storici legati all'edilizia popolare come la progressiva "ghettizzazione" di questi edifici, dando così modo ai residenti di una maggiore integrazione sul territorio». Il sì della Misericordia. Il progetto è ancora tutto sulla corta ma, come detto, è pronto per decollare. «Abbiamo dato la nostra disponibilità ad intraprendere questa strada - ha spiegato il Governatore della Misericordia Giovanni Pagliai - anche perché potrebbe essere una soluzione per sostenere economicamente tutti gli anziani che hanno delle difficoltà, ma che legittimamente non vogliono abbandonare la propria casa. Speriamo, al più presto, di poter riuscire a dare operatività al progetto».
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