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Dalla Libia a Certaldo: «Così sono riuscito a fuggire dall'orrore»

Giacomo Bertelli
Dalla Libia a Certaldo: «Così sono riuscito a fuggire dall'orrore»

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EMPOLI. Dall'orrore della guerra al grande sogno italiano. La fuga di Ibrahim Kanu dalla Libia è approdata a Certaldo. Classe 1990, Kanu ora rincorre un sogno: giocare in una squadra di calcio italiana, lui che nel 2008 fu convocato dalla sua nazionale in Sierra Leone ma per un infortunio non è mai potuto scendere in campo. Venti anni, corsa e ottimi piedi, a Certaldo ha subito dimostrato il suo valore in mezzo al campo.
Il suo idolo, manco a dirlo, è il nigeriano Nwankwo Kanu. In Libia, da dove è scappato, stava per firmare un contratto con una squadra di serie A, la Wafak. La guerra però e le bombe che hanno colpito anche la casa dove il presidente l'ospitava hanno rinviato la firma del contratto, costringendolo a fuggire dalla terra di Gheddafi.
Una storia, quella di Kanu, densa di orrori. Mentre aspetta i documenti per poter restare in Italia, sogna di trovare una squadra di calcio e mandare soldi ai familiari: «Voglio vivere in Italia, le persone qui sono molto disponibili e simpatiche, grazie a voi sono rinato» dice Kanu pronunciando le poche parole in italiano che ha imparato grazie a un corso.
Vive nel viale Matteotti in compagnia di altri profughi, ma la loro integrazione procede a gonfie vele. Nato nel 1990 in Sierra Leone, il padre manteneva la famiglia facendo il cuoco agli addetti alla sicurezza delle miniere di diamanti nel Kono, un distretto della Sierra Leone. Gli anni 90 furono anni sanguinosi per la Sierra Leone, in preda alle guerre per i diamanti. Sua sorella lo portò nel 1995 in Nigeria, mentre i ribelli uccisero il padre e i due fratelli, tagliandogli la testa. Sua mamma riuscì a fuggire. In Nigeria Kanu, ignaro della strage della sua famiglia, iniziò ad andare a scuola. Nel 2006 il ritorno in Sierra Leone, dove ritrovò la madre a casa della sorella. La vita sembrò assumere un altro colore, il mondo del pallone lo portò in serie B, la Mighty Lion First Division e nel 2008 arrivò persino la convocazione in nazionale, dove però a causa di un infortunio non riuscì a giocare. Nel 2010 un nuovo contratto con l'Olympic Football Club e poi un manager lo portò in Libia per farlo giocare in serie A. Ma iniziò la guerra, il presidente della squadra cominciò a temporeggiare e chiese di aspettare. Tre mesi di attesa, fino a quando la casa dove alloggiava fu bombardata. Per Kanu non ci fu altra scelta che scappare e gettarsi in questa nuova avventura italiana, ancora tutta da scrivere.

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