Toscana
Stroncato da un malore il dj che faceva ballare i giovani del circondario
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Il trentenne Simone Scardigli in arte dj Skatizzi al mix3 MINUTI DI LETTURA
MONTELUPO. Addio dischi, musica e feste. Amici e band giovanili. L'universo di Simone Scardigli si è spento nel silenzio di una notte divenuta improvvisamente tragica. Dj Skatizzi è morto nel sonno, stroncato da un malore a neanche trent'anni (li avrebbe compiuti il prossimo 10 agosto). Inutile l'allarme lanciato dalla sua ragazza, che stava dormendo al suo fianco: quando i soccorritori sono arrivati nella casa di Sammontana non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Era lui - l'ignegnere del suono, come amava definirsi - il re della notte del circondario, con la sua musica elettronica tech-house, «caratterizzata - aveva scritto nella sua biografia - da un certo gusto funky e da un sentimento profondo». La musica era la sua vita. Fin da quando era bambino. Tanto che all'attività di disc-jockey, che l'aveva portato in giro per i locali di tutta la Toscana, aveva affiancato quella di produttore. Insieme al suo amico Matteo Guasti aveva fondato lo studio di registrazione Labella recordings con sede in via del Lavoro a Fibbiana, proprio nello stesso capannone che ospita l'attività di famiglia, la "Scardigli e Ghini - tessuti per l'arredamento e biancheria per la casa". Ed è proprio tra le mura del "castello" musicale che Simone ha trascorso l'ultima serata della sua vita: «C'ero anch'io - racconta sconvolto il socio Matteo -. Ha lavorato, come sempre. Non ho notato nulla di strano: era sereno, tranquillo». Poi Simone è tornato a casa, insieme alla sua ragazza. Una serata come tante, per un ragazzo di trent'anni che amava divertirsi e far divertire, a ritmo di musica, i suoi coetanei. E che era riuscito a trasformare la passione della sua vita in un lavoro. La Labella recording è un grande contenitore musicale, che va oltre la produzione. Un universo fatto anche di promozione, restauri audio, service e corsi, costruito pezzo dopo pezzo da Simone insieme all'amico Matteo. Un puzzle musicale spezzato nel sonno. Intorno alle 4 di notte la ragazza ha capito di essere di fronte a una tragedia. Ha chiesto disperatamente aiuto. Ma quando sono arrivati i soccorritori, per Simone non c'era più niente da fare. Il medico ha constatato il decesso e sul posto sono arrivati anche i carabinieri della compagnia di Signa. Matteo Guasti è stato tra i primi ad essere avvertito di quello che era successo: «Chi era Simone? Un ragazzo a cui tutti volevano bene. Per un motivo molto semplice: lui voleva bene a tutti». In questa frase c'è la fotografia di Simone Scardigli, scattata da Matteo, ma condivisa dal popolo della musica del circondario, che tante volte si è divertito agli eventi targati Labellaparty, un'altra realtà ideata da Dj Skatizzi, specializzata nell'organizzazione di party. Le immagini di tante risate, di altrettante serate trascorse all'insegna del divertimento passano come una pellicola impazzita davanti agli occhi di Matteo: «Il medico ha detto che Simone non ha sofferto, non si è accorto di nulla». Intanto il pm di turno ha disposto l'autopsia che dovrà chiarire le cause della morte di Skatizzi. Per questo motivo il corpo è stato trasferito all'istituto di medicina legale di Firenze, dove, probabilmente domani sarà effettuato l'esame. Soltanto dopo i genitori Massimo e Manuela potranno fissare i funerali del loro unico figlio.
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