Il Tirreno

Empoli

Sei mesi per non chiudere

L’ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino
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L’ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino

Senza correttivi il sequestro sarà esteso a tutta la struttura

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L'ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo avrà sei mesi di tempo per adeguare le strutture, anche le parti non sequestrate, ai requisiti minimi previsti dalle leggi nazionali e regionali. Lo prevede la relazione della Commissione di inchiesta sull'efficienza del servizio sanitario nazionale presieduta dal senatore Ignazio Marino, che ha disposto la chiusura della Sala Contenzione del padiglione Pesa e delle 21 celle della sezione Ambrogiana.

Se entro questo periodo l'intero ospedale non sarà messo a norma, il provvedimento di sequestro sarò esteso a tutta la struttura. La relazione prevede «l'effettuazione di interventi immediati per conformare tutte le sezioni alla normativa vigente in materia di prevenzione dei rischi di incendio, interventi da completarsi entro e non oltre il termine di 15 giorni».  Il senatore Marino, commentando il provvedimento adottato, ha sottolineato che quella di mercoledì è «un'operazione portata avanti dalla Commissione ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione» e che «è la prima volta che una commissione d'inchiesta effettua questo tipo particolare di operazione». 

«Un'iniziativa storica - ha aggiunto Marino - che si pone come obiettivo accelerare il superamento di queste strutture che davvero non sono assolutamente degne di un Paese civile. Non si poteva più attendere per dare condizioni di dignità a persone chiuse in Ospedali psichiatrici giudiziari del nostro Paese, il lavoro della commissione d'Inchiesta non si fermerà fino a quando tutte le persone internate negli Opg non avranno quegli standard di cura ai quali tutti i cittadini hanno diritto».  Il sequestro è stato accompagnato dal plauso di molti, tra gli altri dal comitato Stop Opg per l'abolizione degli Opg formato da varie associazioni tra cui la Cgil. E proprio il sindacato, in una nota, osserva: «E' un intervento indispensabile di fronte alle vergognose condizioni in cui sono costretti a vivere nostri cittadini internati e a lavorare gli stessi operatori».

E prosegue: «Non bisogna fermarsi ai casi più clamorosi, bisogna andare fino in fondo e abolire definitivamente gli opg, aprendo la strada a progetti di assistenza individuali che privilegino il territorio, le strutture leggere e il più possibile personalizzate al posto delle istituzioni totali».

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