Sicurezza
Boom di denunce alle associazioni dei consumatori sui servizi gas, luce e telefonia
Contratti trappola, decine di vittime
Soprattutto gli anziani nel mirino di call center poco corretti
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Luce, gas, telefonia: il contratto trappola è sempre dietro l'angolo. Lo sanno bene quelle decine di consumatori dell'Empolese Valdelsa che in queste settimane hanno ricevuto le telefonate dei call center a cui i gestori di energia e telefonia affidano il servizio di reclutamento clienti e, senza volerlo, hanno stipulato un nuovo contratto. Nella maggior parte dei casi a finire nella trappola sono persone anziane e cittadini stranieri. Ecco come si svolge la stipula del contratto. Si riceve una telefonata da parte dell'operatore di un call center che parla di un regalo o di una offerta a cui non si può rinunciare. Vengono spiegate le condizioni in modo approssimativo, quindi viene chiesto di confermare alcuni dati anagrafici. Attenzione: è in questo momento che il nuovo contratto viene fatto e conta poco se poi si dichiara di non volere cambiare e aderire all'offerta. La stipula tramite la registrazione telefonica è un'operazione prevista dalla legge, anche se spesso e volentieri la condotta di chi la propone è evidentemente scorretta. «La rescissione dei contratti stipulati telefonicamente rappresentano il grosso della casistica - spiega Rosalba Buoncompagni della Federconsumatori - perché in tantissimi casi non viene spiegato a dovere quello che sta succedendo all'interlocutore. Magari si sta per dei minuti a telefono, ma gli operatori registrano soltanto pochi secondi, quelli necessari per poter avviare l'operazione commerciale». Il problema è che la persona all'altro capo del telefono quasi sempre viene pagata in base a quanti clienti riesce a reclutare e questo spinge molti operatori a mettere in campo tutti gli stratagemmi possibili per chiudere un contratto. «Moltissimi dipendenti dei call center sono assunti a provvigione - sottolinea infatti Pietro Moretti, vicepresidente dell'associazione dei consumatori Aduc - e perciò sono interessati soltanto ad accumulare clienti. A loro non interessa se la persona comprende quello che sta succedendo e soprattutto se è veramente d'accordo con il cambio di gestore». Dunque, come ci si può difendere? Per chi riceve la telefonata il consiglio delle associazioni dei consumatori è quello di declinare ogni tipo di offerta e di mettere giù il ricevitore prima ancora che si entri nel merito. Un semplice «grazie, non sono interessato» può bastare. Per chi, invece, si accorge di "esserci cascato" deve sapere che per la telefonia ci sono dieci giorni di tempo dal momento della telefonata per il diritto di ripensamento, mentre per luce e gas il gestore ha un mese per inviare il contratto in forma cartacea - «anche se spesso questo viene scambiato per pubblicità oppure si pensa che cestinandolo non succeda niente» come spiega ancora Rosalba Buoncompagni di Federconsumatori - e gli stessi dieci giorni per il consumatore per rescindere. Trascorso questo termine si deve inviare una raccomandata alla compagnia con la diffida a rescindere il contratto e a tornare con il gestore precedente, ma spesso questo comporta spese di disattivazione e attivazione.
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