Sicurezza
L'Inps non paga la cassa integrazione
Francesco Turchi
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Alcuni lavoratori della Vetreria In Toscana di Mercatale. Da sinistra Margarita Sack, Andrea Chiti, Cesare Profeti e Fiorenza FerraliErogazione a singhiozzo: centinaia di famiglie in attesa degli arretrati
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EMPOLI. «L'Inps non paga la cassa integrazione e noi viviamo ogni giorno sul filo del rasoio: certe volte non sappiamo come fare la spesa». Un inferno raccontato da tredici lavoratori della Vetreria In Toscana, e vissuto con la stessa drammaticità, da centinaia di famiglie di tutto il circondario, strozzate dalla crisi e della lentezza della burocrazia. Loro ci mettono la faccia. I nomi e i cognomi. Le loro storie. Fatte, in questo momento, soprattutto di difficoltà. Lavoravano all'ex Cive di Empoli, poi divenuta Vetreria In Toscana, con sede a Mercatale di Vinci. Nel 2009 la crisi attanaglia l'azienda: la caduta non si ferma e a settembre 2010 scatta la procedura per la cassa integrazione straordinaria. «Di solito - spiega Stefano Scibetta della Filtem-Cgil - passano dai 4 ai sei mesi prima dell'erogazione». Tredici famiglie stringono i denti. Nel frattempo avviano anche la procedura per l'accesso al fondo della Regione, studiato proprio per agevolare i lavoratori in attesa di ricevere l'ammortizzatore sociale: ma i buoni propositi vengono stroncati, anche in questo caso, dalla burocrazia. I soldi della Regione arrivano solo a giugno, appena una settimana prima di quelli dell'Inps. «A quel punto - racconta Margarita Sack, 40 anni, dipendente della Vetreria dal 2003 - pensavamo che il tempo delle attese snervanti fosse finito. E invece era solo l'inizio». Il consulente del lavoro ha continuato a inviare la richiesta di erogazione della Cigs mensilmente. Ma è iniziato il singhiozzo: il 14 giugno ha presentato la richiesta di cassa integrazione per il mese di maggio, il 13 luglio ha spedito quella relativa a giugno: «Ma ad oggi (ieri, ndr) di soldi neanche l'ombra». In tutto questo tempo i lavoratori hanno chiesto più volte informazioni, ma dall'ufficio Inps di Firenze sono sempre arrivate risposte generiche: «Prima mi hanno detto che non risultavano richieste. Poi mi hanno assicurato che avrebbero pagato "il prima possibile", giustificandosi col fatto che hanno moltissime pratiche, che vengono esaminate in ordine cronologico». Una serie di risposte che fanno scattare l'ira di chi deve sopravvivere ogni giorno: «Ci sentiamo dire - sbotta Andrea Chiti, dipendente Cive dal 1989 - che sono sotto organico per le ferie... Queste frasi hanno il sapore della beffa: se vogliono andiamo a dargli una mano, tanto siamo in ferie forzate da un anno». Ironia dettata dalla rabbia di chi aspetta con ansia i soldi della cassa integrazione per garantire la sopravvivenza della propria famiglia. Come Cesare Profeti, 55 anni, dipendente della Cive dal 1973 e «forse, in pensione tra pochi giorni. Sempre se non spuntano altri intoppi». O come Gennaro Vallifuoco, Roberto De Stefano e Fiorenza Ferrali: «Questa situazione è diventata insostenibile». Ognuno con la sua storia da raccontare, fatta di piccoli problemi quotidiani che diventano montagne da scalare sotto i colpi di singhiozzo dell'Inps: «Ho il mutuo da pagare - racconta Margarita - come molti altri colleghi. I figli da mandare a scuola, la spesa da fare per mangiare. Le bollette che scadono. I soldi non arrivano e i conti vanno in rosso: chi ci restituisce i soldi dello scoperto che ci prende la banca?». Pensieri che diventano macigni, che accomunano centinaia di lavoratori: «L'iter - sottolinea Scibetta - deve essere migliorato. L'erogazione della Cigs deve diventare più fluido. Chiederemo un incontro con l'Inps per capire cosa si può fare. Queste persone, che rappresentano altrettante famiglie, hanno diritto a una risposta concreta». Nel frattempo, mentre è in corso la procedura di concordato preventivo per la Vetreria In Toscana, è stata avviata la procedura per la proroga di altri sei mesi (fino ad aprile 2012) della cassa integrazione: «Contemporaneamente cercheremo di attingere al fondo della Regione - conclude Margarita - con l'auspicio che nel frattempo cambi qualcosa nella tempistica dell'erogazione».
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