Il Tirreno

Empoli

La rapina da incubo si tinge di giallo

Il piazzale adiacente al cimitero di Stabbia
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Il piazzale adiacente al cimitero di Stabbia

I banditi che hanno assalito la coppietta hanno agito per colpire la donna

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 CERRETO GUIDI. Uno stupro premeditato, compiuto da qualcuno che conosceva la vittima e che, per questo motivo, si è messo un passamontagna quando ha infierito sul suo corpo. Questa è forse la pista principale seguita dai carabinieri che stanno indagando sull'aggressione ai due fidanzati appartati vicino al cimitero di Stabbia la notte tra domenica e lunedì.  Un episodio inquietante messo a segno, secondo il racconto delle due vittime, da tre uomini armati di una pistola. E che potrebbe non essere una rapina degenerata nella violenza sessuale come era stato ipotizzato all'inizio. Ma un atto preciso studiato contro la donna, chissà per quale motivo. L'auto e i soldi rubati sarebbero particolari di minor rilievo. E su questo lavorano i carabinieri.  I tasselli anomali in questa vicenda ricostruita dai due giovani, lui 25 anni e lei 32, non mancano. E i carabinieri stanno scandagliando ogni particolare per ricostruire la notte di terrore dipanata tra Stabbia e Poggio Tempesti, sempre nel territorio di Cerreto Guidi, dove si è consumato lo stupro, sempre secondo il racconto dei fidanzati.  Perché questo spostamento? I tre uomini, probabilmente albanesi, non hanno consumato subito rapina e violenza nel luogo in cui i due giovani si erano appartati. Quando hanno assalito l'automobile del giovane, un'utilitaria, hanno aperto prima lo sportello dalla parte di lei. E poi, sotto la minaccia di una pistola, si sono impossessati del mezzo. Erano le 1,30. Da qui sono partiti e hanno girato per due ore tra Cerreto Guidi e la provincia di Pistoia. In questo strano girovagare si sarebbero fermati anche a un distributore di benzina. Fino poi ad arrivare a Poggio Tempesti. E qui sarebbe scattata la violenza sessuale. Sempre secondo la ricostruzione delle vittime, il mezzo è stato accostato in una strada secondaria e i banditi hanno chiuso il ragazzo nel portabagagli. «Sentivo che lei urlava e cercava di divincolarsi», ha raccontato il giovane ai carabinieri. Poi soli rumori lontani. Poco lontano, però, c'era l'inferno della sua compagna. Mentre i due uomini a volto scoperto la tenevano per mani e piedi, quello col passamontagna infieriva sul suo corpo.  Il resto è già noto: il bagagliaio viene riaperto e i due giovani vengono lasciati sulla strada. Senza auto, ripuliti di soldi e cellulari. Riescono a raggiungere un'abitazione e qui suonano. Ad aprire è una donna che chiama il 112.  I carabinieri stanno facendo accertamenti su ogni minuto di questa lunga e misteriosa notte interrogandosi sul perché di una rapina svoltasi al rallentatore. E hanno sequestrato l'auto del giovane, ritrovata lunedì a Massa e Cozzile vicino a un supermercato, per fare accertamenti scientifici. All'inizio avevano anche esaminato possibili correlazioni con una rapina avvenuta a Volterra (pista, però, poi subito abbandonata). I dubbi, però, sono rimasti tutti e al momento c'è solo una sola certezza: il referto rilasciato dall'ospedale San Giuseppe con 15 giorni di prognosi. Dove la donna descrive una violenza efferata. altro servizio a pagina 3

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di Redazione Massa