Il Tirreno

Empoli

Tenzon di palla, il Vinci Basso fa tredici

Paolo Santini
Un’azione di gioco
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Un’azione di gioco

La squadra in maglia rossa ha battuto il Vinci Alto nella sfida simile al calcio storico fiorentino che si è disputata nel borgo di Leonardo

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 VINCI. Rivive a Vinci, per volontà di una benemerita associazione composta in massima parte da giovani del luogo, una delle più antiche e nobili tradizioni medievali, la tenzon di palla. Ormai da diversi anni i ragazzi dell'associazione Volo di Cecco Santi hanno riportato in auge la disfida a suon di cacce, un gioco simile al calcio storico fiorentino, con varie diversificazioni. Pur non avendo ovviamente a disposizione il magnifico scenario di piazza Santa Croce, la tenzone si svolge del pari in un luogo altamente evocativo di atmosfere magiche, il borgo del Genio vinciano.  Dopo il lungo corteo, che si è snodato fino all'arena prescelta per la partita, è giunta l'ora del fischio d'inizio, momento liberatorio per lo sfogo dei bollenti ardori dei giovanotti carichi e baldanzosi, che ruggivano per misurarsi finalmente sul terreno. Che dice sempre, o quasi, la verità. Stavolta, come hanno affermato in molti, il Vinci Basso ha fatto tredici. Con il risultato netto di tredici a zero infatti, al fischio finale del dirigente di gara "Ciccino" il taccuino decretava l'amara sconfitta dei gialli del Vinci Alto. Tredici reti subite senza segnarne nemmeno una. Gioia incontenibile per i rossi del Vinci Basso.  «La formula di far disputare la gara di domenica è azzeccata - hanno affermato gli organizzatori - e ne abbiamo avuto conferma dal numeroso pubblico che ha assistito alla partita. Siamo molto soddisfatti e il prossimo anno cercheremo di introdurre altre novità e di migliorare sempre la tenzone, ormai tornata ad essere un momento fisso e atteso nel quadro della fiera di luglio. Un grazie va da parte nostra, per aver garantito la riuscita dell'evento, al service I ragazzi della luna di Vinci e agli operai del Comune di Vinci».  Il giorno di domenica 24 luglio è stato anche quello del debutto delle nuove maglie, con i simboli dell'aquila a due teste per i nibbi del Vinci Alto - omaggio evidente al genius loci - e con il leone rampante per il Vinci Basso. Leale e sportivo il comportamento dei contendenti, che si sono affrontati a viso aperto e senza paura nella bolgia del tifo paesano e nel fango del difficile terreno di gioco di via dei Martiri. Il campo però ha fornito il suo inappellabile verdetto; e il Vinci basso, per la cronaca, oltre alle tredici cacce portate a casa, ha sfiorato la caccia (il goal per intenderci) per altre 7 o 8 volte colpendo il palo. Intanto i ragazzi dell'associazione Volo di Cecco Santi si preparano alla giornata di domani, che vedrà la sfilata del corteggio storico per le vie della città con la drammatizzazione della condanna del malcapitato Cecco, prologo esaltante dello spettacolo pirotecnico finale.

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