Proteste
Pesce crudo, occhio a virus e batteri
◗
La sede dell’Asl 11Decalogo dell'Asl 11 contro le malattie gastroenteriche
2 MINUTI DI LETTURA
D'estate aumentano i casi di malattie gastroenteriche causate dal consumo di pesce crudo. Ecco perché l'Asl 11 fornisce un decalogo con consigli e precauzioni. «Invisibili ma insidiosi parassiti possono nascondersi nel pesce crudo o poco cotto causando malesseri anche gravi - spiega l'Asl - il consumo di pesce e di molluschi crudi, infatti, è da molto tempo considerato rischioso perché collegato alla possibilità di contrarre malattie gastroenteriche anche gravi da virus (epatite A) o da batteri (salmonellosi, vibrioni)». «Nei muscoli o nell'addome del pesce consumato crudo o poco cotto, però - va avanti l'Asl - possono annidarsi anche parassiti del genere Anisakis, ossia dei piccoli vermi visibili ad occhio nudo di colore bianco rosato. I pesci più frequentemente in causa sono: acciughe, sardine, sgombri, rana pescatrice, branzino, nasello, tonno. Nell'uomo il parassita si localizza nello stomaco o nell'intestino e provoca una sintomatologia gastrointestinale (dolori addominali, diarrea, vomito, nausea) o anche manifestazioni allergiche. In casi rari si può arrivare a forme gravi fino alla perforazione intestinale». L'Anisakis, spiega ancora l'azienda sanitaria, viene eliminato con la cottura per almeno dieci minuti o con il congelamento a -20ºC per almeno ventiquattro ore. Una recente circolare del ministero della Salute ribadisce la necessità che i prodotti della pesca destinati ad essere consumati crudi o quasi crudi siano sottoposti al trattamento di congelamento al fine di garantire la morte dei parassiti. Nel caso di consumo di piatti a base di pesce crudo nei ristoranti o preparati in casa è consigliabile che il consumatore si accerti che il pesce sia stato preventivamente congelato per un periodo adeguato (-20ºC per almeno 24 ore). Per le preparazioni casalinghe una buona cottura (per almeno 10 minuti), alle temperature usate in cucina, elimina la possibile contaminazione di germi, virus e Anisakis. In generale, conclude l'Asl, «si raccomanda di fare attenzione alle preparazioni a base di pesce e molluschi crudi e se ne sconsiglia il consumo a bambini, donne in gravidanza e soggetti anziani».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
