Il Tirreno

Empoli

I LUOGHI, LA STORIA

Come e quando Vallebuia divenne contrada Botteghe

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 FUCECCHIO. Le contrade del Palio prendono nome dalla storia medievale. Le nobili Sant'Andrea e Bernarda, la granducale Cappiano, la capitana Raimonda. Una fa eccezione e ha le radici nel commercio. Chi avrebbe avuto il coraggio di aprire una bottega in una zona chiamata Vallebuia (la strada con quel nome esiste ancòra), dove attorno c'erano poche case e sparpagliate? I Giraldi, che percorrevano la strada - sterrata - provenienti da Bagni di Montecatini, in provincia di Lucca (ora Montecatini Terme, Pistoia) per andare al mercato a Fucecchio. Ed ebbero l'intuizione: una bettola, non in senso spregiativo, per colazioni, alimentari e mescita ai barrocciai di passaggio. Francesco Giraldi era commerciante già nel 1875. In negozio c'è un quadro con incorniciata la medaglia d'oro poi ricevuta al palazzo dei congressi a Firenze, nei primi anni Settanta, dall'allora ministro Scotti. All'avo Francesco Giraldi, che convinse un altro fucecchiese, certo Bocini, ad aprire a sua volta una bottega, va il merito di aver dato il soprannome - le botteghe, al plurale - alla località, ora diventata una frazione di Fucecchio con anche la zona industriale. Poi,con la lettera maiuscola, Botteghe è diventato il nome della contrada gialloviola al Palio. E siccome quel primo negozio è riconosciuto "storico", il dna riporta a un passato importante. (l.g.)

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