Finanza
La droga corre su Facebook e sul telefonino
Francesco Turchi Lucia Aterini
Gli spacciatori utilizzano le nuove tecnologie: ecco come funziona il mercato nella zona
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Al bar, con l'aperitivo. A scuola, prima di entrare. Per strada, in qualsiasi momento. Ai giardini, mentre i bambini, a pochi passi di distanza giocano spensierati. Basta veramente poco per trovare una dose. Un sms alla persona giusta, con le parole in codice: «Ci sei? Voglio una mano». O magari due. Messaggi cifrati (usati per indicare i quantitativi) che vanno al passo delle nuove tecnologie. Tanto che Facebook è la nuova frontiera dello spaccio. Perché con il social network è fin troppo facile fare e ricevere... gli ordinativi. In qualsiasi momento.
Viaggia così il mercato dello spaccio nel circondario. Fiumi di coca, eroina, hashish e marijuana che ogni giorno passano dalle tasche di spacciatori senza scrupoli a quelle, destinate a svuotarsi di continuo, dei tossicodipendenti. Poca ecstasy invece: è la droga di discoteche che nella nostra zona non ci sono più. Ora si teme per il Gbl, meglio conosciuto come "droga dello stupro" (perché è inodore e fa cadere i freni inibitori), che ha fatto capolino nell'Empolese. Difficile parlare di boom o di parabole.
Non è chiaro se ce n'è di più o di meno rispetto a prima. Ma è sicuramente tanta, come testimonianole i frequenti arresti e sequestri da parte di carabinieri, polizia e guardia di finanza. Da Empoli a Fucecchio, da Castello a Gambassi. Da Montespertoli a Stabbia. Un mondo parallelo, con le sue regole e il suo linguaggio in codice. Che abbiamo provato a scoprire, con un viaggio nel mondo dello spaccio attraverso dialoghi-interviste a chi è abituato a vendere o comprare, ma anche cercando di vedere coi nostri occhi cosa succede nei luoghi chiave e negli orari clou.
Il meccanismo. Dimmi cosa vuoi e ti dirò dove trovarla. Anche se, è bene puntualizzarlo, il mercato dello spaccio è cambiato, si è adeguato ai tempi. Così come è cambiato il drogato, spesso insospettabile, magari di buona famiglia; l'impiegato come il libero professionista in carriera: in base alla classe sociale cambia "solo" la qualità della sostanza e la frequenza di (ab)uso. Fare la mappa è diventato più difficile. Perché il pusher si muove. Frequenta i posti dove c'è tanta gente. E non si porta la droga in tasca. È diventato più furbo (spesso la galera li aiuta a confrontarsi con altri delinquenti e ad affinare la tecnica); è più abile a farsi trovare pulito in caso di perquisizioni. Sulla piazza, nel giardino pubblico o nel bar della piccola frazione cerca il contatto con il cliente. Si accorda su quantità e prezzo. Poi fissa l'appuntamento.
Che è quasi sempre altrove. Magari in un posto sempre diverso. Nel frattempo va a prendere la roba nel nascondiglio. E qui ce n'è davvero per tutti i gusti: dall'albero cavo nel bosco, dal motore esterno del condizionatore di un appartamento, fino al tappo della benzina di un'auto parcheggiata dall'ignaro proprietario. Quando è proprio inevitabile, la tengono addosso. O meglio: gli uomini in bocca, grazie alle palline di droga termosaldate, pronte a essere ingoiate in caso di emergenza. E le donne nelle mutandine, per complicare la perquisizione.
I luoghi. Empoli è il centro di riferimento/rifornimento della zona. Ma anche a Castelfiorentino è allarme rosso. E nessuno degli altri comuni è immune. Lo smercio avviene un po' dappertutto, anche a seconda delle caratteristiche dei paesi. A Empoli per esempio, i parchi pubblici continuano ad essere un punto di riferimento: da Serravalle al Mariambini fino al parco della Rimembranza e ai giardini di via Sanzio, nella zona delle scuole. Ma anche la centralissima via Ridolfi (mentre piazza Farinata degli Uberti non è più il salotto dello spaccio come lo era diventato anni fa). Tutto questo Dalla mattina fino al pomeriggio.
Poi c'è l'happy hour. E allora entrano in ballo i locali. Non perché all'interno giri droga, ma semplicemente perché rappresentano un bacino di possibile clientela interessante per chi deve vendere. Che spesso resta fuori e cerca lo sguardo di chi si guarda intorno per cercare proprio quello che lui può dargli. E poi c'è il mercato della sera, dove entrano in scena anche le zone industriali. Dal Terrafino a Mercatale di Vinci: di giorno culla del lavoro e la notte sempre più spesso mercato di stupefacenti. Come la zona alta di Castelfiorentino: nei vicoli semi-abbandonati del cuore del paese trovano spesso rifugio gli spacciatori e la loro roba, che viene nascosta un po' ovunque.
Ma scendendo giù i problemi non mancano, sopratutto nel cuore di Castello, tra la zona della stazione e piazza Kennedy. Chi controlla il mercato si nota bene: vive "sull'attenti", controlla il territorio e chi lo frequenta. Guarda con sospetto il volto nuovo, fino a seguirlo cercando di essere indiscreto. Potrebbe essere uno sbirro, di certo non pensano a un giornalista. O magari è qualcuno che vuol fare affari. Qui comunque eventualmente c'è soltanto il primo approccio: lo scambio avviene fuori Castello. Un po' come avviene a Fucecchio, dove da sempre la zona di viale Carducci, vicolo delle Carbonaie (in particolare all'altezza di via delle Scarelle), è frequentata da tossici, e di conseguenza da spacciatori. O a Montespertoli, dove i carabinieri negli ultimi tempi hanno fatto scattare le loro trappole nelle campagne circostanti. Poi le eccezioni ci sono sempre. Come a Sovigliana, dove il parco dei Mille è spesso teatro di spaccio.
Il mercato. Ma chi la porta tutta questa droga? Le bande, di varie nazionalità, che gestiscono il traffico nell'Empolese Valdelsa si sono spartite il territorio. Di fatto gli albanesi controllano il mercato della cocaina e i tunisini quello dell'eroina, anche se molto spesso si riforniscono "all'ingrosso" da gruppi albanesi. Lo spaccio dell'hashish è invece in mano ai marocchini. E gli italiani? Fanno affari con tutti. Il loro ruolo è strategico per piazzare la roba e assicurare i contatti.
Quando costa. I prezzi variano (e di molto) a seconda della sostanza. E della qualità. La più costosa resta la cocaina: 80 eruo al grammo, un quantitativo che garantisce 2-3 sniffate, anche se c'è chi la fuma e chi se la "spara" addirittura in vena. In confronto l'eroina è una droga "low cost": con 100 euro (ma ne possono bastare 80-90 a seconda della purezza) se ne possono comprare circa cinque grammi. Un grammo basta per 3-4 dosi. Poi dipende da quante volte al giorno si fa il tossico: da 1 a 3 il numero varia a seconda del grado di dipendenza.
Ma perché l'eroina (che ora viene anche sniffata e fumata) costa così poco rispetto al passato? Perché contiene dosi di principio attivo ancora più basso: dal 9% circa siamo passati al 3%: insomma, ora con un buco si "sente" meno. Infine c'è l'hashish: costa 3 euro al grammo, quantitativo che garantisce tre canne. Troppo poco cara per non essere la preferita tra i giovani. E non solo.
Viaggia così il mercato dello spaccio nel circondario. Fiumi di coca, eroina, hashish e marijuana che ogni giorno passano dalle tasche di spacciatori senza scrupoli a quelle, destinate a svuotarsi di continuo, dei tossicodipendenti. Poca ecstasy invece: è la droga di discoteche che nella nostra zona non ci sono più. Ora si teme per il Gbl, meglio conosciuto come "droga dello stupro" (perché è inodore e fa cadere i freni inibitori), che ha fatto capolino nell'Empolese. Difficile parlare di boom o di parabole.
Non è chiaro se ce n'è di più o di meno rispetto a prima. Ma è sicuramente tanta, come testimonianole i frequenti arresti e sequestri da parte di carabinieri, polizia e guardia di finanza. Da Empoli a Fucecchio, da Castello a Gambassi. Da Montespertoli a Stabbia. Un mondo parallelo, con le sue regole e il suo linguaggio in codice. Che abbiamo provato a scoprire, con un viaggio nel mondo dello spaccio attraverso dialoghi-interviste a chi è abituato a vendere o comprare, ma anche cercando di vedere coi nostri occhi cosa succede nei luoghi chiave e negli orari clou.
Il meccanismo. Dimmi cosa vuoi e ti dirò dove trovarla. Anche se, è bene puntualizzarlo, il mercato dello spaccio è cambiato, si è adeguato ai tempi. Così come è cambiato il drogato, spesso insospettabile, magari di buona famiglia; l'impiegato come il libero professionista in carriera: in base alla classe sociale cambia "solo" la qualità della sostanza e la frequenza di (ab)uso. Fare la mappa è diventato più difficile. Perché il pusher si muove. Frequenta i posti dove c'è tanta gente. E non si porta la droga in tasca. È diventato più furbo (spesso la galera li aiuta a confrontarsi con altri delinquenti e ad affinare la tecnica); è più abile a farsi trovare pulito in caso di perquisizioni. Sulla piazza, nel giardino pubblico o nel bar della piccola frazione cerca il contatto con il cliente. Si accorda su quantità e prezzo. Poi fissa l'appuntamento.
Che è quasi sempre altrove. Magari in un posto sempre diverso. Nel frattempo va a prendere la roba nel nascondiglio. E qui ce n'è davvero per tutti i gusti: dall'albero cavo nel bosco, dal motore esterno del condizionatore di un appartamento, fino al tappo della benzina di un'auto parcheggiata dall'ignaro proprietario. Quando è proprio inevitabile, la tengono addosso. O meglio: gli uomini in bocca, grazie alle palline di droga termosaldate, pronte a essere ingoiate in caso di emergenza. E le donne nelle mutandine, per complicare la perquisizione.
I luoghi. Empoli è il centro di riferimento/rifornimento della zona. Ma anche a Castelfiorentino è allarme rosso. E nessuno degli altri comuni è immune. Lo smercio avviene un po' dappertutto, anche a seconda delle caratteristiche dei paesi. A Empoli per esempio, i parchi pubblici continuano ad essere un punto di riferimento: da Serravalle al Mariambini fino al parco della Rimembranza e ai giardini di via Sanzio, nella zona delle scuole. Ma anche la centralissima via Ridolfi (mentre piazza Farinata degli Uberti non è più il salotto dello spaccio come lo era diventato anni fa). Tutto questo Dalla mattina fino al pomeriggio.
Poi c'è l'happy hour. E allora entrano in ballo i locali. Non perché all'interno giri droga, ma semplicemente perché rappresentano un bacino di possibile clientela interessante per chi deve vendere. Che spesso resta fuori e cerca lo sguardo di chi si guarda intorno per cercare proprio quello che lui può dargli. E poi c'è il mercato della sera, dove entrano in scena anche le zone industriali. Dal Terrafino a Mercatale di Vinci: di giorno culla del lavoro e la notte sempre più spesso mercato di stupefacenti. Come la zona alta di Castelfiorentino: nei vicoli semi-abbandonati del cuore del paese trovano spesso rifugio gli spacciatori e la loro roba, che viene nascosta un po' ovunque.
Ma scendendo giù i problemi non mancano, sopratutto nel cuore di Castello, tra la zona della stazione e piazza Kennedy. Chi controlla il mercato si nota bene: vive "sull'attenti", controlla il territorio e chi lo frequenta. Guarda con sospetto il volto nuovo, fino a seguirlo cercando di essere indiscreto. Potrebbe essere uno sbirro, di certo non pensano a un giornalista. O magari è qualcuno che vuol fare affari. Qui comunque eventualmente c'è soltanto il primo approccio: lo scambio avviene fuori Castello. Un po' come avviene a Fucecchio, dove da sempre la zona di viale Carducci, vicolo delle Carbonaie (in particolare all'altezza di via delle Scarelle), è frequentata da tossici, e di conseguenza da spacciatori. O a Montespertoli, dove i carabinieri negli ultimi tempi hanno fatto scattare le loro trappole nelle campagne circostanti. Poi le eccezioni ci sono sempre. Come a Sovigliana, dove il parco dei Mille è spesso teatro di spaccio.
Il mercato. Ma chi la porta tutta questa droga? Le bande, di varie nazionalità, che gestiscono il traffico nell'Empolese Valdelsa si sono spartite il territorio. Di fatto gli albanesi controllano il mercato della cocaina e i tunisini quello dell'eroina, anche se molto spesso si riforniscono "all'ingrosso" da gruppi albanesi. Lo spaccio dell'hashish è invece in mano ai marocchini. E gli italiani? Fanno affari con tutti. Il loro ruolo è strategico per piazzare la roba e assicurare i contatti.
Quando costa. I prezzi variano (e di molto) a seconda della sostanza. E della qualità. La più costosa resta la cocaina: 80 eruo al grammo, un quantitativo che garantisce 2-3 sniffate, anche se c'è chi la fuma e chi se la "spara" addirittura in vena. In confronto l'eroina è una droga "low cost": con 100 euro (ma ne possono bastare 80-90 a seconda della purezza) se ne possono comprare circa cinque grammi. Un grammo basta per 3-4 dosi. Poi dipende da quante volte al giorno si fa il tossico: da 1 a 3 il numero varia a seconda del grado di dipendenza.
Ma perché l'eroina (che ora viene anche sniffata e fumata) costa così poco rispetto al passato? Perché contiene dosi di principio attivo ancora più basso: dal 9% circa siamo passati al 3%: insomma, ora con un buco si "sente" meno. Infine c'è l'hashish: costa 3 euro al grammo, quantitativo che garantisce tre canne. Troppo poco cara per non essere la preferita tra i giovani. E non solo.
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