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Empoli

«Ma il Pd deve vendere quell'Audi»

A sinistra il segretario regionale del Pd Andrea Manciulli e a destra il vicesindaco Francesco Betti
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A sinistra il segretario regionale del Pd Andrea Manciulli e a destra il vicesindaco Francesco Betti

Dopo la telefonata di Manciulli, Betti rilancia: «E all'autista non va messa la divisa»

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CERTALDO. «Manciulli mi ha telefonato e mi ha spiegato la situazione». Ma non l'ha convinto fino in fondo: «Un'auto di quella cilindrata ha costi di mantenimento e manutenzione molto alti. E poi, soprattutto, è una questione di opportunità. O di apparenza se preferite: in questo momento il Pd non dovrebbe mandare in giro il suo segretario con una macchina di quel valore, guidata da un autista con la divisa». Francesco Betti è il vicesindaco di Certaldo. Ha 54 anni, è un dipendente di Trenitalia, ma fa politica da sempre. Dal 1990 al '95 in consiglio comunale siedeva sui banchi della Dc; poi si è schierato con l'Ulivo, nella Margherita e infine nel Pd. È vicesindaco dal 2004. Ieri era al mare. Ma non c'è stato spazio per il relax. Il suo telefono scottava. Era l'uomo del giorno. Capace di fare esplodere un caso all'interno del partito. Lui, vicesindaco di un paese di 16mila abitanti, ha messo a soqquadro lo stato maggiore dei democratici.  Tutta colpa di una lettera, scritta di getto, mentre si godeva le ferie. Ha tirato una stoccata al suo partito. E ha colpito nel segno, centrando una corda che di questi tempi è spesso sotto tiro. Esattamente quanto sta a cuore alla gente: i costi della politica. Ci ha pensato dieci giorni. Ha sfogliato la margherita. Poi ne ha parlato con un amico. «E mi è ribollito il sangue. A quel punto non ne ho potuto fare a meno». Ma riguardo a cosa?: «L'8 luglio sono andato a Castelfiorentino, alla festa del Pd. Era in programma un dibattito. Ospite il segretario regionale Andrea Manciulli. Nell'ampio spazio dedicato alla festa una cosa ha attratto la mia attenzione: una macchina "scintillante" con tanto di autista ad attendere una "personalità": un'Audi A6 2700 Tdi, del valore di mercato di circa 50mila euro: era il mezzo col quale Manciulli era venuto alla festa. Sono tornato a casa senza assistere al dibattito. Sono arrabbiato come iscritto al Pd, come amministratore pubblico e come cittadino per la totale insensibilità con la quale importanti esponenti della nostra classe dirigente affrontano l'attuale fase politica».  Secondo Betti «chi rappresenta un partito che fa dell'attenzione alle fasce più deboli il suo elemento distintivo e qualificante ha il dovere di comportarsi in maniera sobria per rispetto di tutti coloro che dedicano parte delle loro ferie alla buona riuscita della festa. Si parla tanto di riduzione dei costi della politica e poi...». Ma l'Audi è del partito, non dello Stato: «Questo basterebbe a fare arrabbiare i tanti che oltre a pagare la tessera lavorano alle feste. E comunque, sicuramente, il finanziamento pubblico alle spese elettorali rende direttamente o indirettamente possibili queste spese esose». Le sue parole mobilitano il Pd regionale, Che risponde attraverso un comunicato del tesoriere Ilio Pasqui: «L'Audi è stata acquistata dal partito, usata, a 17mila euro, con la restituzione della vecchia auto che aveva raggiunto i 130mila chilometri. L'autista è un militante volontario del nostro partito».  Ma Betti rilancia: «Quella macchina deve essere venduta: il Pd ne deve comprare un'altra meno appariscente, possibilmente italiana». E poi, occhio al look: «Se l'autista è un volontario mi sta bene. Ma evitiamo di mettergli la divisa. Mi sembra eccessivo. Se vuole accompagnare Manciulli ben venga, ma lo può fare anche con un'abbigliamento casual». Francesco Turchi ALTRO SERVIZIO A PAG. 2

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