La manifestazione
Un navigatore su 10 a rischio dipendenza
I giovani tra gli 11 e i 14 anni sono i più esposti, soprattutto se maschi
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EMPOLI. Fino a qualche tempo fa le dipendenze erano quasi esclusivamente associate all'abuso di sostanze. Oggi, invece, si parla sempre più di "nuove dipendenze" per definire alcuni comportamenti o abitudini, spesso legati a contesti socialmente accettati, dei quali non possiamo fare a meno: lo shopping, il sesso, internet. Ma anche il gioco, che moltiplica continuamente la sua offerta e trova sempre più spazio sul web grazie a novità come il poker cash e i giochi da casinò online, che da domani saranno a disposizione dei giocatori. Il volume «Le nuove dipendenze. Analisi e pratiche di intervento», pubblicato da Cesvot e a cura di Valentina Albertini e Francesca Gori, contiene una approfondita e aggiornata analisi del fenomeno ma anche esperienze di intervento realizzate grazie all'impegno sinergico di associazioni, gruppi di auto-aiuto e servizi territoriali. Il volume si sofferma in particolare sulle tecnodipendenze e le dipendenze da gioco, sesso e shopping. Quasi mezzo milione di italiani è affetto da dipendenza da gioco e cresce la quota dei giovani tra 15 e 19 anni. Questo l'identikit del giocatore patologico: maschio (78%), single, tra i 30 e i 40 anni, ha spesso almeno un genitore con problemi analoghi. Gli uomini sono anche i più colpiti dalla dipendenza da sesso (3-5% della popolazione), mentre le donne sono più spesso affette da shopping compulsivo, in particolare tra i 23 e i 31 anni. In forte aumento le tecnodipendenze, in particolare quelle legate a Internet: si stima che sia a rischio-dipendenza il 10% dei navigatori. I giovani i più esposti (13%), soprattutto se maschi tra 11 e 14 anni. Dati preoccupanti che negli ultimi anni hanno portato alla nascita di gruppi e associazioni e a una maggiore collaborazione tra volontariato e servizi pubblici soprattutto sul fronte del gioco patologico. In particolare il volume presenta i risultati del progetto di ricerca e sensibilizzazione «Scommetti che t'impegni», che ha coinvolto 511 studenti della provincia di Firenze e le esperienze maturate dai gruppi di auto-aiuto in Toscana e Trentino. In Italia si stima - ma è un numero in difetto - che siano oltre 50 i gruppi di auto-aiuto sulle nuove dipendenze, in gran parte dedicati al gioco patologico. In Toscana l'Associazione Giocatori Anonimi ha 5 gruppi di auto-aiuto tra Firenze, Livorno e Grosseto. Nel libro la lunga e appassionata testimonianza di Stefano, giocatore compulsivo: «Era tutto come in un grande frullatore che girava in continuazione senza mai fermarsi; ho elaborato meccanismi mentali, menzogne, falsi alibi e pregiudizi sui quali ho poi costruito tutta la mia follia, un giorno alla volta. Sembra un paradosso ma è vero, io sono diventato un giocatore compulsivo un giorno alla volta, ora me ne rendo conto perchè un giorno alla volta sto cercando di recuperarmi».
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