Il Tirreno

Empoli

Sono valdelsani, entrambi di 25 anni, e potrebbero allungare il giro fino alla Germania

Due amici e oltre mille chilometri in bici

Camilla Trillò
A destra nella foto Gabriele e accanto Matteo
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A destra nella foto Gabriele e accanto Matteo

Oggi la partenza alla volta di Sarajevo: «Non ci piacciono le vacanze relax»

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 CASTELFIORENTINO. Due amici e tanta voglia di intraprendere una avventura che ha davvero dell'entusiasmante: partire da Firenze per raggiungere, in bicicletta, nientemeno che Sarajevo. Tra andata e ritorno 1.300 chilometri su due ruote.  Per molti può sembrare assurdo, uno scherzo, o forse addirittura una pazzia: per molti, ma non per Matteo Bigi e Gabriele Cappelli, entrambi studenti, che proprio oggi partiranno in sella alla loro bicicletta.  La spensieratezza dei venticinque anni potremmo pensare, ma per loro questo viaggio rappresenta molto di più. «Siamo entrambi toscani, io sono di Colle Val d'Elsa e Matteo di Castelfiorentino, ma tutti e due viviamo a Firenze ed abbiamo la stessa passione per la bici, anche se essa riguarda più in generale il concetto che abbiamo di viaggio» racconta Gabriele. «Ci piace buttarci in cose, diciamo, avventurose. Forse per scriverlo in due parole si può riassumere con "on the road" - spiega Matteo - per quanto mi riguarda, per esempio, l'origine di questo viaggio si perde nel 2008, in una teieria di Granada. Matteo mi stava raccontando dell'avventura da Firenze a Bari in bici: io pensai che mi sarebbe piaciuto molto, e che sarebbe stato bello farlo insieme a lui. Così, quando quest'anno ho pensato di andare a Sarajevo per visitare un'amica, lui è stato l'interlocutore naturale. Quando gliel'ho chiesto era entusiasta, ma un pò indeciso per vari motivi; ma qualche tempo dopo mi ha richiamato, ed ha detto "sì". Mi ha fatto un immenso piacere, soprattutto il sentirlo così convinto. Da lì è proseguito tutto in modo molto spedito». Ma da cosa è nata la spinta ad intraprendere questo viaggio? «L'idea è venuta fuori un po' così, come per le cose migliori - spiegano i due amici - hai un input di qualche tipo, una pulce nell'orecchio che puoi ignorare, oppure farti prendere, e così è stato per noi. In più credo che non ci piacciano molto le vacanze "relax" al mare, stare al bagno sotto l'ombrellone dieci ore al giorno, oppure stare fermi in una città per una settimana o più. Mettiamoci pure che anche legami a lungo termine sono venuti meno, quindi l'idea si è rivelata quasi una manna dal cielo: non ci rimaneva che partire».  Questa mattina la partenza, con arrivo previsto a Sarajevo tra due settimane. Tappe intermedie: Bologna, Venezia, Udine e Trieste, per poi fermarsi in Croazia, a Rijeka. Da lì il viaggio proseguirà lungo la costa croata verso sud, fino ad entrare in Bosnia verso Mostar, e infine Sarajevo.  Ma l'avventura potrebbe non finire qui: l'idea infatti sarà di prendere il treno per Zagabria per raggiungere un gruppo di amici in Germania e pedalare ancora qualche chilometro tutti insieme. «Ovviamente questo itinerario potrà cambiare - continua Gabriele - siamo partiti con l'idea di prevedere e pianificare quanto possibile, ma ci siamo ben presto resi conto che, in un viaggio del genere, questo è inutile quanto impossibile. Ci siamo allenati dalle tre alle quattro ore quasi tutti i giorni, per un mese circa. Il viaggio però richiederà un tipo di passo diverso, che ancora forse non abbiamo. Adesso possiamo fare 100 chilometri in quattro o cinque ore, dipende dal tipo di percorso, ma in viaggio dovremo farlo ogni giorno e a volte raggiungere punte di 150 chilometri».  E la reazione di amici e famiglie? «Gli amici reagiscono per lo più con un "siete pazzi" - spiegano - oppure sgranano gli occhi, o ti canzonano con un «mi prendi in giro». In famiglia ovviamente si preoccupano, anche se dopo qualche anno di viaggi avventura come questo si stanno abituando a questo genere di cose. E fanno bene: per quanto ci riguarda non finisce qui!».

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