Sicurezza
Parrini ha risposto a Gaccione (Prc/Pdci): «I dipendenti di Empoli saranno assunti dalla Cap»
Tutti salvi i posti di lavoro alla Lazzi
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EMPOLI. Chiarezza e trasparenza sui lavoratori della Lazzi mobilitati a causa di trattative per la concessione in affitto di un ramo dell'impresa alla Cap. E' la prima domanda di attualità, una sorta di Question time parlamentare, che fa capolino nell'assemblea del Circondario dopo l'approvazione del nuovo regolamento.
A formularla il capogruppo di Prc/Pdci Paolo Gaccione, che chiede di sapere notizie circa la riorganizzazione del servizio del Trasporto pubblico locale ed in particolare lo stato dell'arte della trattativa Lazzi, le condizioni per garantire un migliore servizio per i cittadini e le condizioni proposte ai lavoratori a partire dai livelli occupazionali.
La risposta arriva a stretto giro di posta attraverso il delegato ai trasporti del Circondario, Dario Parrini, che conferma la trattativa in corso che risulta essere "in uno stato avanzato", anche se non del tutto definito il quadro dell'accordo fra le due società. L'intesa prevede che i dipendenti della Lazzi di Empoli diventino dipendenti della Cap con la completa salvaguardia dei posti di lavoro e con l'assunzione, però, della presenza di esuberi che non si ravvisano sul nostro territorio». «Per quanto riguarda invece le strategie sul Tpl la legge regionale - ribadisce Dario Parrini - prevede un lotto unico per il quale gli uffici regionali stanno lavorando alla predisposizione della gara. Poiché le risorse saranno sempre più scarse appare evidente che il servizio sotto il profilo quantitativo subirà probabilmente ulteriori ridimensionamenti, mentre sotto il profilo della qualità, questa è strettamente legata al personale e ai mezzi per i quali la Regione sta predisponendo un piano per il rinnovo, connesso alla gara». Nella replica Paolo Gaccione ha sottolineato la necessità che le istituzioni tengano accesi i riflettori su questa vicenda e pur prendendo atto che nella nostra zona non ci sono problemi che mettano a repentaglio i posti di lavoro, precisa che la strategia della Lazzi è quella di "spezzettare il servizio del trasporto" che porta inevitabilmente ad una vera e propria aggressione da parte di altre aziende, mettendo in difficoltà lavoratori e sindacati nelle stesse trattative.
A formularla il capogruppo di Prc/Pdci Paolo Gaccione, che chiede di sapere notizie circa la riorganizzazione del servizio del Trasporto pubblico locale ed in particolare lo stato dell'arte della trattativa Lazzi, le condizioni per garantire un migliore servizio per i cittadini e le condizioni proposte ai lavoratori a partire dai livelli occupazionali.
La risposta arriva a stretto giro di posta attraverso il delegato ai trasporti del Circondario, Dario Parrini, che conferma la trattativa in corso che risulta essere "in uno stato avanzato", anche se non del tutto definito il quadro dell'accordo fra le due società. L'intesa prevede che i dipendenti della Lazzi di Empoli diventino dipendenti della Cap con la completa salvaguardia dei posti di lavoro e con l'assunzione, però, della presenza di esuberi che non si ravvisano sul nostro territorio». «Per quanto riguarda invece le strategie sul Tpl la legge regionale - ribadisce Dario Parrini - prevede un lotto unico per il quale gli uffici regionali stanno lavorando alla predisposizione della gara. Poiché le risorse saranno sempre più scarse appare evidente che il servizio sotto il profilo quantitativo subirà probabilmente ulteriori ridimensionamenti, mentre sotto il profilo della qualità, questa è strettamente legata al personale e ai mezzi per i quali la Regione sta predisponendo un piano per il rinnovo, connesso alla gara». Nella replica Paolo Gaccione ha sottolineato la necessità che le istituzioni tengano accesi i riflettori su questa vicenda e pur prendendo atto che nella nostra zona non ci sono problemi che mettano a repentaglio i posti di lavoro, precisa che la strategia della Lazzi è quella di "spezzettare il servizio del trasporto" che porta inevitabilmente ad una vera e propria aggressione da parte di altre aziende, mettendo in difficoltà lavoratori e sindacati nelle stesse trattative.
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