Il Tirreno

Empoli

I dati dei pozzi messi a disposizione dall’azienda che gestisce il servizio

Tutto quello che c'è nel bicchiere analisi dell'acqua con tre sforamenti

Marco Pagli
Una delle centrali di Acque a Empoli
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Una delle centrali di Acque a Empoli

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 EMPOLI. L'acqua del circondario è ancora più trasparente. Sulla carta almeno è così. Acque spa ha inserito di recente sul proprio sito internet i risultati delle analisi che sono state effettuate su tutti i sistemi idrici dei comuni. Tutti i dati compreso anche qualche sforamento rispetto ai parametri di legge.  Sulle fonti di approvvigionamento in tre sono stati registrati degli foramenti rispetto ai parametri fissati per legge. Si tratta dei sistemi idrici "Profeti-Roosevelt" di Castelfiorentino, "Pian delle Querce" di Montaione e "Fiano" di Certaldo. Nel primo caso a superare i valori di riferimento sono i solfati: a fronte di un tetto di 250 milligrammi per litro, ne sono stati riscontrati 362,4, cioè 112, 4 mg per litro in più. Anche nel secondo casi a superare i limiti sono stati i solfati: 288 mg per litro, cioè 38 in più. Mentre nel caso del bacino del Fiano sono state superate le soglie sia dei cloruri, 284 mg per litro a fronte di un valore di riferimento di 250 mg per litro, e del sodio, 268 mg per litro a fronte di un limite di 200.  «Gli sforamenti ci sono, ma sono dovuti alle caratteristiche geologiche dei terreni dove scorrono le falde - spiega Paolo Peruzzi, del laboratorio di analisi di Acque che ha svolto le rilevazioni - inoltre i parametri in oggetto non hanno conseguenze sulla salute, ma eventualmente sul sapore dell'acqua. Proprio per questo motivo, dopo aver chiesto un parere all'Asl, abbiamo deciso di operare in deroga come previsto dal decreto legislativo 31 del 2001, il quale prevede che si possa continuare a utilizzare l'acqua anche se con determinati valori superiori a patto che non ci siano effetti sulla salute umana».  In realtà, il modo per normalizzare i parametri ci sarebbe e si chiama osmosi inversa. Ma il costo di questa operazione implica uno spreco d'acqua del 30% del totale offerto dalle falde. «In questo momento i bacini sono bassi - continua Peruzzi - e non possiamo permetterci l'osmosi perché rischieremmo una crisi di approvvigionamento. Certo, se gli sforamenti avessero implicato dei rischi per la salute ci saremmo mossi diversamente».

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