Proteste
TRENI NEL MIRINO
Ritardi e caldo super
Elisa Bigazzi
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EMPOLI. Treni soprressi, ritardi sempre più frequenti, carrozze senza aria condizionata: i disservizi si moltiplicano e la situazione diventa da bollino rosso. Giornate da incubo per i pendolari e Trenitalia si scusa per i disagi, ma non avanza ipotesi su una possibile data di ritorno alla normalità. «Sulla linea Empoli-Siena - protesta Carlo Andrea Zini, capogruppo Pdl a Castelfiorentino - ormai da giorni già dal mattino si verificano ritardi. Alle lunghe attese si somma poi il disagio dei treni stracarichi di persone. Mi chiedo chi potrà riparare ai disservizi, anche in relazione ai turisti che frequentano la linea ferroviaria». «Non neghiamo il problema - dicono da Trenitalia - stiamo di riducendo al minimo i disagi. Il motivo dei ritardi e dei convogli soppressi sta nella necessità di svolgere alcuni interventi di manutenzione straordinaria sulle vetture. Quando un treno viene soppresso forniamo un servizio sostitutivo di autobus. Le cancellazioni sono pianificate: l'obbiettivo è quello di togliere i treni meno frequentati dai passeggeri, nelle ore meno gettonate». Ma il problema non è solo nei ritardi: tante sono le proteste da parte degli abbonati per la mancanza di aria condizionata sulle vetture. «Giusto questa domenica - racconta Matteo Falcone, abbonato della linea Empoli-Firenze - ho deciso di andare a Firenze, partendo dalla stazione di Empoli, tragitto che faccio ogni mattina come pendolare. Non andiamo in macchina, almeno con Trenitalia mi rilasso, mi sono detto, ma forse era meglio dare i soldi a qualche società che gestisce i parcheggi a pagamento: il viaggio è durato 50 minuti e nelle carozze mancava l'aria condizionata». Non manca poi il caso del treno che non passa per 22 giorni consecutivi, poi ripristinato per una settimana e nuovamente soppresso. «Il treno in questione è il 23476 in partenza da Siena alle 19,41 - spiega Elisabetta Littiello, certaldese». Ogni giorno, a ridosso della partenza, il treno viene soppresso e i passeggeri devono aspettare un'ora alla stazione di Castellina il convoglio successivo. «Ho scritto tante lettere a Trenitalia - continua la Littiello - ho fatto una raccolta di firme e inviato anche gli abbonamenti fotocopiati dei pendolari: per ora nessuna risposta».
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