Il Tirreno

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Dubbi sull'ex PLP

Bonifica e trasparenza, ecco cosa non convince Rifondazione

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 CASTELFIORENTINO. Sorgono dubbi intorno alla trasformazione dell'ex fornace PLP di Granaiolo in un panificio. Rifondazione Comunista si è astenuta dal voto per, come tengono a precisare, una domanda fatta in sede di consiglio comunale a cui non è stata data risposta. Rifondazione si dimostra favorevole al riutilizzo dell'area, ma si è interrogata, e ha interrogato il sindaco, sui costi di bonifica dell'area. Tali costi, infatti, non sono stati resi pubblici e nel momento in cui il consigliere di Rifondazione ha chiesto delucidazioni in merito la questione è stata rimandata perchè al momento non pertinente. «Riteniamo che per poter votare responsabilmente occorre essere in possesso di tutte le informazioni necessarie quindi, pur riconoscendo la validità del piano di recupero, riteniamo che non ci sia stata trasparenza nella risposta». Questo scrive in una lettera, il gruppo consiliare PRC.  Durante il consiglio comunale di martedì 12 luglio, nel rispondere all'interrogazione di Rifondazione, il sindaco «invece di comunicare i costi di bonifica ha letto una lettera scritta dal presidente di Publiambiente Paolo Regini sul piano di recupero dell'area», spiega ancora Rifondazione. «Siamo sempre andati e andremo ad informare e riferire del nostro operato in ogni consiglio comunale nel quale saremo formalmente invitati a pertecipare, senza precorrere i tempi - scrive Regini - Nel contratto di cessione saranno definite e quantificate, contestualmente al costo di vendita, le operazioni di bonifica spettanti alle parti».  Questa risposta, tuttavia, non basta ai rappresentanti di Rifondazione. «Un'azienda che fa un servizio di utilità pubblica in concessione non può operare liberamente sul libero mercato - spiega Federica Zunino, di Rifondazione - questa non è una trattativa tra due privati, i costi di bonifica devono essere comunicati." Al dubbio iniziale, sulla poca trasparenza legata ai costi di bonifica, si va quindi ad aggiungere un secondo dubbio».

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