La manifestazione
Il consiglio comunale ha adottato il piano di lottizzazione dell’area di 56mila mq che si affaccia su via Dante
Villaggio bio nel ghetto della città
Francesco Turchi
228 case, negozi e tanto verde nell'ex Saffa: nel 2012 il via ai lavori
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FUCECCHIO. Un mondo a parte. A due passi dal centro. Varcare l'entrata della Saffa in via Dante significa addentrarsi in un universo fatto di degrado, rifiuti abbandonati, carcasse di auto dimenticate. Capannoni dall'aspetto desolante trasformati in sedi di aziende, molte delle quali sono cinesi. Come un mega-contenitore divorato dal tempo che passa. Ma il rospo diventerà un principe azzurro. Ci vorrà molto tempo. Una decina d'anni. Poi il ghetto si trasformerà in un giardino. Il consiglio comunale di Fucecchio ha adottato il piano di lottizzazione relativo all'immensa proprietà (56mila metri quadrati) della società Hibiscus srl, del fucecchiese Carlo Taramelli. Ora manca solo l'ultimo tassello: l'approvazione definitiva, prevista per settembre. Poi potrà aprire il cantiere con la demolizione di una parte degli edifici produttivi esistenti, per lasciare spazio ad interventi ad uso commerciale e artigianale per oltre 5.300 metri quadrati (i negozi si affacceranno su via Dante), direzionale per 3.300 mq e attrezzature scolastiche per 3.562 mq; e ancora, verde pubblico per 6mila mq. Ma anche, e soprattutto 228 alloggi, ognuno dotato di 2 posti auto, ai quali si aggiungeranno 361 nuovi stalli pubblici per la sosta. Un paese dentro al paese. Di ciò che è stata la Saffa resterà la "Bea", un piccolo fabbricato a torre, originariamente adibito a torre-serbatoio d'acqua, che per intere generazioni di fucecchiesi ha rappresentato lo scandire del tempo, la sirena che suonava all'entrata degli operai, a mezzogiorno, alla ripresa e alla fine del lavoro pomeridiano. Perché la Società anonima fabbriche riunite di fiammiferi ha rappresentato un pezzo di storia e di vita per la città, arrivando a occupare fino a seicento persone (nel 1935). Poi il lento, ma inesorabile declino, fino al 1979 quando, dopo 73 anni di attività, chiuse i battenti. Ma ora può iniziare la rinascita: «È un'altra parte della città che torna a vivere» gongola il sindaco Claudio Toni. Difficile dargli torto. Gli edifici saranno realizzati strizzando l'occhio all'ambiente: una quota non inferiore al 50% dell'acqua calda sarà prodotta da fonti non convenzionali (solare termico), mentre l'energia elettrica necessaria per gli usi condominiali (vani scala, illuminazione resede, ascensore) sarà prodotta con impianti fotovoltaici; privilegiati inoltre i materiali a bassa conduttività termica, le tecniche costruttive della bioedilizia, l'isolamento termico delle pareti, dei tetti, delle parti finestrate; la copertura di alcuni edifici sarà con giardino pensile. L'insieme di questi accorgimenti porterà alla realizzazione di almeno un edificio a basso consumo, e di due edifici passivi. Ma c'è di più. Antenne e parabole non potranno essere installati sulle facciate degli edifici fronteggianti la strada o visibili dalla stessa e su balconi e terrazze che non siano in copertura, privilegiandone la collocazione nelle zone centrali dei tetti. Negli spazi condominiali dovranno essere predisposte le isole ecologiche facilmente accessibili dai mezzi di raccolta dei rifiuti. Il "villaggio Saffa" sarà bio. Fissato il cronoprogramma: il via ai lavori nel 2012, con l'allargamento dell'accesso da via Dante. La fine, mese più mese meno, nel 2021.
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