Sicurezza
Vibrazioni sull'asfalto come killer per le case via alle richieste di danni
Marco Fani
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Le crepe nella casa della famiglia Bonfanti che ha chiesto danni alla Provincia di Firenze 3 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. Al semaforo è scattato da il rosso. In pochi secondi si forma una fila lunghissima con tanti camion e auto in coda ad aspettare di poter ripartire al segnale verde. Il rumore è assordante. Le vibrazioni si avvertono sull'asfalto e si propagano fino alle mura delle abitazioni confinanti. Rimanere ai bordi della carreggiata è quasi impossibile, visto che il marciapiede non esiste e l'aria è diventa irrespirabile. Scene di vita quotidiana per chi abita a Ponte a Elsa in via Senese Romana (siamo sulla famosa strada 429) a ridosso dell'incrocio principale della frazione confinante con via Livornese. Gli abitanti sono esausti. Da anni stanno attendendo con ansia la nascita della nuova 429, ma ora alternano la rabbia alla rassegnazione. Perché nel frattempo, dopo anni e anni di ritardo nella realizzaqzione della 429 bis, le loro case si sono danneggiate. La situazione più clamorosa, senza ombra di dubbio, accade all'altezza del civico 8. La signora Eugenia Agonigi, insiema al figlio Moreno Bonfanti, ha inviato una lettera al dipartimento dell'economato e provveditorato della Provincia di Firenze, con allegate 18 fotografie, che testimoniano i danni subiti dalla propria abitazione a causa delle vibrazioni successive al passaggio dei mezzi pesanti. «Vivere in questa casa è diventata un'impresa - raccontano in coro Eugenia e Moreno - purtroppo negli anni la nostra casa ha subito numerosi danni sia nelle stanze interne del piano terreno sia al primo, per non parlare della facciata che dà su via Senese Romana e per le crepe nella stanza che abbiamo adibito a rimessa. In specifico si tratta di crepe sui muri, mattonelle che non sono più aderenti al pavimento, intonaco che viene via in continuazione e, ovviamente, è praticamente impossibile riuscire a dormire perché il rumore è davvero assordante». La lettera in Provincia è stata inviata un mese fa, ma ancora non si è fatto vivo nessuno. «Nei mesi scorsi abbiamo fatto fare una perizia ad esperti - puntualizza Moreno Bonfanti - che ci hanno confermato che i danni derivano proprio dalle vibrazioni derivanti dal passaggio dei camion sulla 429. E questa situazione l'abbiamo tutta documentata alla Provincia. Speriamo che qualcuno si faccia vivo, altrimenti valuteremo anche altre strade. I danni sono ingenti». A pochi metri di distanza vive Gigliola Giglioli. E anche per lei è l'inferno quotidiano. «In casa abbiamo una bambina piccola - racconta - che non riesce a riposare a causa del forte rumore che giunge dalla strada. Anche noi, purtroppo, abbiamo rilevato numerose crepe sui muri, senza dimenticare che l'acqua piovane ristagna per giorni tra la sede stradale e le nostre case provocando danni all'intonaco. Il resto riguarda la questione sicurezza. In questo tratto iniziale della 429 a poche decine di metri dal centro della frazione, infatti, non ci sono i marciapiedi. Ed è impossibile riuscire a camminare ai bordi della carreggiata senza paura di essere investiti». Davanti all'abitazione Giglioli è presente uno storico negozio di abbigliamento. E quando la fila al semaforo diventa un lungo serpentone il rumore all'interno dell'attività è assordante. «Sono stati tolti alcuni pini dalla carreggiata - racconta Maria Luisa Ferri - ma purtroppo sono rimaste diverse radici che rendono complicato il passaggio a piedi soprattutto per gli anziani. Per quanto riguarda il traffico la situazione è sotto gli occhi di tutti. Davanti al mio negozio è presente un tombino che è stato risistemato, ma quando ci transitano i camion il rumore è forte». La commerciante lancia poi una proposta per la frazione. «A Ponte a Elsa - dice - non abbiamo più una fontana. Sarebbe bello, per tutto il paese, avere a disposizione un fontanello come è avvenuto in altre zone». Infine c'è da segnalare anche ciò che avviene nella vicina via Osteria Bianca, dove da tempo è stato deciso il senso unico su una parte della carreggiata. «Purtroppo - racconta Maria Santini - troppo spesso ci sono delle auto che non rispettano il divieto e percorrono la strada contromano. Alcuni volte mi sono trovata in difficoltà».
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