La protesta
Oggi summit sul futuro delle sagre con Confesercenti
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EMPOLI. «In concomitanza con le sagre i ristoranti incassano il 30% in meno. Adesso basta: servono regole certe. Non si può andare avanti così». Parola di Franco Brogi, coordinatore Fiepet-Confesercenti, che oggi si ritroverà faccia a faccia con il delegato del Circondario Giovanni Occhipinti, per discutere come cambiare le regole per l'organizzazione di feste e sagre a partire dal 2012. Secondo i ristoratori ogni anno nell'Empolese-Valdelsa si assiste al Far West delle sagre: sono troppe, durano troppo a lungo, sono dedicate talvolta a prodotti che con il territorio non c'entrano niente e portano via lavoro a chi con la ristorazione ci deve campare. Gli organizzatori dal canto loro si difendono evidenziando il carattere sociale e aggregativo di certe iniziative. Ma Confesercenti è decisa a risolvere la questione una volta per tutte e non si è limitata alle proteste. Già nello scorso mese di aprile, attraverso il responsabile Andrea Bertini aveva consegnato nelle mani di Occhipinti una sua proposta di regolamento, redatta dallo stesso Brogi insieme a un gruppo di operatori del settore. Un documento che fissava una serie di paletti: durata massima dodici giorni, bilanci trasparenti. Il protagonista deve essere un prodotto tipico, che deve caratterizzare il menu. E gli organizzatori non devono avere fini di lucro: secondo Confesercenti devono essere autorizzate solo le feste promosse da associazioni, società sportive o di volontariato o parrocchie. I promotori devono essere iscritti a un albo e poi dovrebbero rendere pubblici i loro bilanci.
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