Italia
I dati rilevati dal centro aiuto Lilith presso le Pubbliche assistenze riunite
Sempre più casi di violenza in famiglia
Elisa Bigazzi
Dall'inizio dell'anno già 22 donne hanno denunciato maltrattamenti
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EMPOLI. Sono sempre di più i casi di violenza che si consumano in famiglia. Le vittime, quasi sempre, sono le donne. L'identikit dell'aggressore tipo è il marito o il convivente, uomini spesso insospettabili, con un lavoro sicuro e un buon tenore economico. Negli ultimi anni i casi sono aumentati del 50%. Dal 2007 ad oggi sono 165 le donne che si sono rivolte alla Lilith, il centro antiviolenza che ha sede presso la Pubblica assistenza di Empoli: di queste richieste d'aiuto 115 si concentrano nel periodo 2009-2011. Dall'inizio dell'anno sono già 22 le donne che si sono rivolte all'associazione. Tra le vittime di violenza, la fascia maggiore riguarda donne che hanno un'età compresa fra i 30 e i 50 anni, sposate e con figli a carico. Il 43% è rappresentato da donne disoccupate, ma una buona fetta, circa il 38%, ha invece un lavoro fisso. Le violenze sono sia fisiche che psicologiche, ma non mancano casi di stalking, violenze sessuali e mobbing. «La violenza domestica - spiega Maria Chiara Bellini, psicologa della Lilith - consiste in una serie di strategie usate dal partner al fine di poter esercitare il proprio controllo sulla compagna e spesso anche sui figli. Il partner violento crea un clima di tensione e di isolamento della vittima, attraverso minacce, divieti, colpevolizzazioni. Le coseguenze della violenza domestica si manifestano con la perdita di autostima, ansia, paura, autocolpevolizzazione accompampagnata dalla depressione». Le donne che si sono rivolte alla Lilith provengono in maggioranza dal comune di Empoli ma non mancano neppure donne residenti in altri comuni della Valdelsa e nel Valdarno. L'associazione è composta da figure professionali quali psicologhe, assistenti sociali e avvocati, che operano per l'accoglienza della donna, il suo sostegno psicologico e legale e la progettazione di un percorso per l'uscita dalla violenza. Al gruppo operativo si affianca il gruppo formativo. «Non mancano - spiega Maria Chiara Bellini - gli incontri organizzati all'interno delle scuole. Lo scopo è quello di formare i giovani alla non violenza, ma anche di informarli sulla violenza, di metterli a conoscenza di quelli che sono gli indicatori per capire quando una relazione diventa violenta. I ragazzi devono essere consapevoli che l'amore non si dimostra limitando la libertà di una persona». Oggi il centro Lilith ha la possibilità di offrire alle donne che necessitano di allontanarsi dal proprio domicilio, un'accoglienza adeguata, presso la una casa di rifugio. Il soggiorno in quest'ultima diventa necessario nel momento in cui le donne decidono di interrompere la relazione violenta spargendo denuncia, momento in cui aumenta il rischio di ulteriori atti violenti da parte del partner. Il centro aiuto donna Lilith ha sede presso le Pubbliche assistenze riunite in via XX Settembre 17 a Empoli, è contattabile telefonicamente ai numeri 0571 9806 (centralino) oppure 0571 725156. Vi operano 15 volontari, tutti impegnati a fornire un primo aiuto legale, psicologico e materiale alle donne che subiscono violenza tra le mura domestiche, costituendo un punto di aggregazione e mutuo soccorso in continua collaborazione con le istituzioni presenti sul territorio.
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