Il Tirreno

Empoli

Consorzio Etruria, sì al concordato

Luciano Menconi
Consorzio Etruria, sì al concordato

Via libera del tribunale al piano per pagare i debiti e salvare il gruppo

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MONTELUPO. A quindici giorni esatti dalla data in cui l'ha ricevuto, il tribunale di Firenze ieri pomeriggio ha dato il via libera al concordato preventivo richiesto dal Consorzio Etruria: un piano di ristrutturazione con cui la cooperativa alle prese con la micidiale crisi dell'edilizia vuole salvare il posto di lavoro di 316 tra soci e dipendenti e creare le condizioni per rilanciare la sua attività.  Il piano prevede di ripianare il 35 per cento del debito complessivo maturato nei confronti di fornitori e banche ma con due peculiarità: la restituzione del cento per cento di quanto dovuto ai cosiddetti creditori privilegiati (artigiani, cooperative e professionisti) e l'impegno a versare il 40 per cento degli utili dei prossimi cinque anni a parziale integrazione degli altri debiti accumulati. Questo tipo di concordato - che si definisce di continuità proprio perché è finalizzato a mantenere operativa l'azienda - è stato giudicato credibile da parte del tribunale che in tempi stretti ha nominato un collegio di commissari composto da tre importanti professionisti fiorentini, l'avvocato Massimo Cesaroni e i commercialisti Sandro Quaglietti e Andrea Spignoli.  Saranno loro a dover gestire l'ingente patrimonio e i duecento milioni di debiti del consorzio presieduto da Riccardo Sani. Perché il piano diventi operativo, occorre però l'autorizzazione dei creditori (circa quattrocento, di cui un quarto artigiani in buona parte dell'Empolese Valdelsa) che saranno chiamati ad esprimersi tra pochi mesi. La prima udienza per loro è stata fissata dal tribunale al 24 ottobre: se la maggioranza (ovvero se coloro che rappresentano la metà più uno del valore del credito maturato nei confronti della cooperativa) dirà sì alla proposta presentata dal Consorzio Etruria, il tribunale omologherà il concordato e si procederà a liquidare il 35 per cento dei debiti accumulati, consentendo alla cooperativa, nel giro di alcuni mesi, di riprendere quota. Altrimenti si aprirebbe il baratro del fallimento.  Visto l'obiettivo del Consorzio di continuare a lavorare e visto il tipo di impegno assunto nei confronti dei creditori anche con il versamento in loro favore del 40 per cento degli utili dei prossimi cinque anni, il sì anche a questo decisivo passaggio sembra nell'interesse di tutti. Ma non resta che aspettare per verificare l'evolversi della situazione.  Il piano di salvataggio del Consorzio Etruria era stato approvato sabato 18 giugno scorso dall'assemblea dei soci nella sede di villa Salingrosso a Montelupo, due giorni dopo è stata presentata la richiesta di ammissione al concordato preventivo in continuità che ieri ha ricevuto il placet del tribunale.  Nel frattempo al ministero del lavoro è stato firmato l'accordo per la cassa integrazione straordinaria per tutti i dipendenti della cooperativa: è scattata venerdì scorso, durerà un anno, e alla ripresa dell'attività dovrà essere a rotazione. Durante questo periodo sono previsti corsi di formazione.  Il piano di ristrutturazione, sottolinea la cooperativa, non coinvolge società controllate da Consorzio Etruria quali Inso spa, Coestra spa e Sof spa, che continuano a svolgere regolarmente la propria attività.

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