La manifestazione
Torri solari, condanna confermata
Luciano Menconi
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Pannelli e torri solari dietro allospedale San Giuseppe Respinto il ricorso, gli ex dirigenti dovranno risarcire l'Asl
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EMPOLI. Niente da fare per l'ex direttore generale dell'Asl 11 Alessandro Reggiani e l'ex direttore amministrativo Claudio Mazzoni. Anche per i giudici di secondo grado sono colpevoli di danno erariale e quindi devono risarcire l'azienda sanitaria locale per una fattura di 187.200 euro pagata senza che ve ne fossero i requisiti. I due ex dirigenti dell'Asl empolese avevano presentato ricorso in appello contro la sentenza con cui la sezione giurisdizionale per la Toscana della Corte dei conti li aveva condannati a sborsare quasi 120mila euro (poco più di 70mila euro Reggiani e circa 47mila euro Mazzoni) al termine dell'inchiesta sulla realizzazione degli impianti della EscoSolar, le famose torri solari che, tra Casa Gazzarri e l'attuale ospedale San Giuseppe, erano state progettate per fornire energia pulita e a basso costo per l'illuminazione e la climatizzazione della nuova struttura sanitaria. I giudici di primo grado avevano accolto l'impostazione della pubblica accusa - sostenuta dal viceprocuratore Acheropita Mondera Oranges - che contestava il pagamento della fattura di 187.200 euro alla EscoSolar sostenendo che quella spesa, pari all'80% del prezzo pattuito per l'acquisto dei chiller (i gruppi refrigeratori d'acqua a compressione) necessari al funzionamento degli impianti, era stata «inutile e dannosa». La corte dei conti riconobbe, con la sentenza, che quella spesa aveva causato un danno erariale: in base al contratto stipulato tra l'azienda sanitaria e l'EscoSolar a quest'ultima infatti sarebbero spettati l'esecuzione e il montaggio di quanto necessario per realizzare le due torri solari. In altre parole, come aveva spiegato il rappresentante dell'accusa, la società EscoSolar, che pur partecipata dall'Asl era un soggetto autonomo, si era impegnata a fornire l'impianto perfettamente funzionante e per questo era obbligata a fare fronte a tutte le spese necessarie. Una tesi fatta propria dalla corte, presieduta da Giancarlo Guasparri, che nella sentenza sottolineò «l'eccessiva ed ingiustificata disinvoltura che ha caratterizzato la condotta tenuta dai convenuti, che non hanno dato prova di agire nell'interesse dell'amministrazione sanitaria». Reggiani e Mazzoni hanno presentato separati appelli contro la sentenza, sostenendo tra l'altro che i macchinari in questione vennero acquistati solo dopo il parere favorevole dell'ufficio tecnico dell'Asl, che «mai avrebbero potuto ipotizzare che si trattasse di macchinari già compresi nella più ampia fornitura prevista per la realizzazione dell'impianto solare attenendo ciò a profili tecnici non di loro pertinenza» e che le fatture contestate non ricomprendevano l'intero importo dei lavori previsti in contratto per installare i sei chiller. La sezione terza centrale d'appello della Corte dei conti, lette le conclusioni depositate dal procuratore generale, ha però deciso di respingere gli appelli presentati da Mazzoni e Reggiani condannandoli al pagamento delle spese legali.
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