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Syrom, resta tutto in bilico

La sede della Syrom di via Mercatale
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La sede della Syrom di via Mercatale

Rinviato a mercoledì l'incontro decisivo per 120 dipendenti

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VINCI. È scattato il conto alla rovescia per salvare la Syrom. Il futuro dell'azienda di Mercatale che produce nastri adesivi è in bilico, insieme al posto di lavoro dei 120 dipendenti. Ieri c'è stato un incontro tra i sindacati e i vertici. Un faccia a faccia interlocutorio, concluso con un appuntamento per mercoledì che ha il sapore dell'ultima spiaggia. I lavoratori seguono con ansia l'evolversi di una situazione che appare molto delicata. E anche le istituzioni, con il sindaco Dario Parrini in testa, si informano costantemente sugli sviluppi. L'ennesimo incontro tra azienda e sindacati è andato avanti per tutta la giornata di ieri. Una maratona al termine della quale nessuno ha voluto rilasciare dichiarazioni.  Troppo delicata la questione. In ballo c'è il futuro di 120 famiglie ed è per questo che nessuno vuole rischiare di creare falsi aspettative o dipingere un quadro più negativo di quello che è realmente.  Di certo c'è che mercoledì i vertici della Syrom e i sindacati si troveranno di nuovo di fronte, con l'azienda che, anche alla luce di quanto è emerso ieri, dovrebbe presentare un piano di salvataggio. Che potrebbe anche passare dalla cessione dell'attività.  La prospettiva potrebbe anche concretizzarsi, ma c'è anche da valutare quali condizioni ha posto l'imprenditore interessato all'affare per l'acquisto. Non è escluso, come spesso avviene in situazioni del genere, che la patata bollente della trattativa in corso sia rappresentata dal numero di esuberi previsti dal piano. È ipotizzabile che chi compra non sia disposto magari ad assorbire tutti i dipendenti e ponga come condizione dei tagli al personale, magari attraverso "scivoli" verso la pensione o addii volontari. Tutte queste però al momento sono soltanto ipotesi. Un po' di chiarezza in più sarà fatta soltanto dopo l'incontro di mercoledì.  Intanto da una visura camerale la Syrom 90 di proprietà della Leonardo-Fin srl di Fucecchio (che fa capo a Fabio, Irene e Aldo Nassi, oltre a Piero Brogi) risulta in liquidazione, con Fabio Nassi nominato liquidatore con atto del 20 giugno scorso (data iscrizione 27 giugno 2011). Una conseguenza della crisi economica che ha investito l'azienda negli ultimi mesi l'azienda storica, nata nel 1962 per volontà di Aldo Nassi.  Nell'ultimo anno, pur avendo gli ordini, la Syrom ha iniziato a non avere i soldi per andare avanti. E così è arrivata la cassa integrazione a rotazione, che però non è servita a fare passare la tempesta. Ora uno spiraglio di luce per i centoventi lavoratori che seguono la vicenda col fiato sospeso (e che fortunamente finora hanno riscosso regolarmente lo stipendio) potrebbe esserci. Intanto, dopo i consiglieri del Pd, anche Marco Cordone (Lega Nord) ha presentato una domanda d'attualità al presidente della Provincia Andrea Barducci per sapere cosa intende fare per sostere l'uscita dalla crisi della Syrom.

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