Il Tirreno

Empoli

Trappola al computer, tre arresti

Tiziana Gori
Trappola al computer, tre arresti

Adescato da una ragazza via chat, aggredito dagli amici a cui doveva denaro

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MONTELUPO. Arrestati dalla polizia di Pistoia tre rumeni accusati di estorsione e rapina ai danni di un loro connazionale. Tutti giovani, da 23 a 25 anni, i protagonisti della vicenda. E tecnologicamente all'avanguardia anche il modo usato dai tre per rintracciare la loro vittima, un connazionale abitante a Pistoia, a cui avevano prestato dei soldi non restituiti. Una loro amica l'ha "adescato" su una chat. Solo che, nel luogo dell'appuntamento, il ragazzo ha trovato ad attenderlo anche i tre connazionali. Da martedì i tre, residenti a Montelupo e senza precedenti penali alle spalle, sono rinchiusi in carcere. 

La ragazza, di ventiquattro anni, rumena anche lei, è stata denunciata per favoreggiamento.  Il fatto. La vittima è stata avvicinata sulla chat di Yahoo dall'amica dei suoi creditori. Hanno fatto amicizia, e dopo qualche chiaccherata on line si sono dati appuntamento. Luogo di ritrovo: il parcheggio della Coop sul viale Adua a Pistoia. L'incontro risale a circa 10 giorni fa. Il ragazzo non ha fatto in tempo ad avvicinarsi a lei che tre suoi connazionali sono saliti sulla sua auto e lo hanno costretto a spostarsi in un luogo più appartato. Si è subito reso conto che due di questi erano suoi conoscenti. Le stesse persone che gli avevano prestato 300 euro, non ancora restituiti. Approfittando di un attimo di distrazione è sceso di corsa dall'auto e si è rifugiato in un bar nelle vicinanze, barricandosi nel bagno. Il gestore del bar, che aveva seguito tutta la scena, ha chiamato il 113. I quattro rumeni si sono accorti della telefonata alla polizia e hanno capito che era il caso di darsi alla fuga. Sono scappati con l'auto del connazionale, a cui avevano già strappato di mano anche il telefonino.  Le indagini della polizia. È entrata in scena la Squadra mobile. Con una serie di indagini mirate - e il ricorso ad intercettazioni telefoniche - la polizia è riuscita ad identificare i 3 rumeni e la ragazza che li aveva aiutati dandogli la disponibilità della propria identità su internet.  La trappola.

Dopo qualche giorno, i tre hanno chiamato il connazionale. «Ti restituiamo l'auto se ci dai 700 euro» (300 del debito pregresso più 400... di interessi). Al secondo appuntamento, nello stesso parcheggio della Coop, sono andati in due, ma ad aspettarli hanno trovato i poliziotti che li hanno arrestati in flagranza di reato.  La baionetta. Dietro la schiena, infilata nei pantaloni, uno dei rumeni teneva una baionetta, lunga circa venticinque centimetri. Ha tentato di estrarla ma gli agenti l'hanno fermato in tempo. Il cerchio si chiude. L'altro rumeno e la ragazza sono stati rintracciati nel tardo pomeriggio nella loro casa di Montelupo, dove stavano aspettando il ritorno degli amici. Sono stati accompagnati in questura. Il ragazzo, di 23 anni, è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria, e la ragazza denunciata per favoreggiamento. Nell'appartamento di Montelupo sono stati ritrovati il notebook usato per le conversazioni in chat e il telefonino sottratto alla vittima.

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