Il Tirreno

Empoli

Il percorso è stato cambiato a causa dei lavori in piazza Cavour

No al nuovo itinerario

Luciano Gianfranceschi
Da sinistra Anselmo, Annalisa e Bruno Daddi
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Da sinistra Anselmo, Annalisa e Bruno Daddi

La processione "tradisce" Poggio Alderighi

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 FUCECCHIO. La processione del Corpus Domini stamattina non passerà dal Poggetto (Poggio Alderighi, salendo da via Machiavelli). La causa sono i lavori di sistemazione e pavimentazione che si protraggono in piazzetta dei Ferri (piazza Cavour). E così il sacro corteo cambia percorso, dalla chiesa Collegiata per via Donateschi al santuario delle Vedute, concludendosi alla chiesa dei frati, in piazza La Vergine. C'è anche chi teme che, mutato l'itinerario una volta, possa diventare quello nuovo, perché non mancherebbero le pressioni sull'arciprete don Andrea Cristiani.  «Mi dispiace non fare l'altarino, all'angolo con via Curtatone, dove i fedeli in processione con il Santissimo si soffermavano per un momento di preghiera», osserva l'artigiano falegname Bruno Daddi, che anche se in pensione continuava con la figlia Annalisa e il fratello Anselmo la tradizione di famiglia. E aggiunge: «Mai era accaduto di non preparare l'altare, nemmeno in tempo di guerra, durante la miseria. Anzi, allora si faceva grande. A farlo era mio padre Raffello, ancòra prima il nonno Gaetano». Poi rievoca: «L'altare grande chiudeva la strada, via Curtatone, fin dalla mattina presto. All'epoca la processione si svolgeva sempre di giovedì, ed era un giorno festivo. Si mettevano delle travi, la chiesa Collegiata prestava i candelabri, anche i ceri e le candele, dalle case vicine arrivavano i tappeti, insomma diventava una chiesina».  Il sovrastante orto del postino era invece il luogo dove gli adulti preparavano le castagnole e facevano girare alla larga i ragazzi, perché potevano diventare pericolose. «Venivano confezionate alla buona con corda e pece mischiata a polvere da sparo. Poi legate tra loro. Una miccia consentiva di accenderle, per dare il via a una gragnola di bòtti». Ovviamente, parla d'altri tempi, perché quelli usati anche l'anno scorso erano invece simili alle bombette di carnevale.  Sempre dalla tradizione viene l'odierna infiorata sul tracciato seguito dalla processione con il Santissimo. Si ricorda un certo Papini, soprannominato Orazzino, che anche quando nel dopoguerra la manifestazione fu abbandonata, non venne dimenticata perché l'uomo - che si dice sapesse appena leggere e scrivere, ma era bravissimo a disegnare - la notte precedente la festività del Corpus Domini adornava le strade con soggetti sacri colorati. E tanta tenacia è stata poi ripagata: anche grazie a ciò l'associazione Pro Loco ha ripreso l'iniziativa, e oggi Fucecchio è una città dell'Infiorata.

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