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Empoli

Quasi cento imprese artigiane e crediti da riscuotere per decine e decine di milioni. ...

Lucia Aterini

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Quasi cento imprese artigiane e crediti da riscuotere per decine e decine di milioni. La Cna porta sulla scena del tracollo Consorzio Etruria l'altra parte della medaglia: dopo i lavoratori e soci della cooperativa è la volta di tutte quelle piccole realtà di muratori, elettricisti, falegnami, idraulici, carpentieri che ormai da quasi un anno non hanno più riscosso le fatture della cooperativa, spesso il loro unico (o quasi) riferimento sul mercato.  La Cna si è fatta portavoce di queste gravi difficoltà perché, come conferma un imprenditore che vuol rimanere anonimo, «c'è paura tra gli artigiani».

E infatti molti che, ieri mattina alla conferenza stampa della Cna aveva dato la loro disponibilità a venire per illustrare i loro disagi, all'ultimo non sono venuti. Eccetto appunto uno. «La mia azienda ha circa 600mila euro di scoperto- spiega - e non so come andare avanti». Questi piccoli imprenditori temono di perdere definitivamente i soldi e, nel caso in cui il Consorzio riparta, di non poter lavorare più con questa grande realtà. Ecco anche il motivo per cui la coperta della crisi del Consorzio è stata sollevata solo con grande ritardo. Ma ora la situazione è divenuta insostenibile. Da qui la presa di posizione della Cna il giorno dopo che il Consorzio ha presentato la richiesta di concordato preventivo in tribunale. 

La Cna spiega che «nessuno dei nostri associati è stato chiamato dal Consorzio in merito alla richiesta di concordato - spiegano il presidente della Cna Fabrizio Donzelli e il direttore Paolo Gianassi - non sappiamo la percentuale con cui verrà offerto questo concordato. Ci auguriamo che non sia una proposta eccessivamente bassa». Tra gli artigiani c'è il rammarico di esser stati esclusi da questi passaggi e la preoccupazione di rimanere dietro ad alcuni creditori privilegiati come le banche e pochi altri. L'impressione è che sui 200 milioni di patrimonio della cooperativa siano in troppi a volersi rivalere.  «Tra l'altro - spiega ancora Donzelli - la legge fallimentare non tutela gli artigiani perché per rientrare tra i creditori privilegiati bisogna avere redditi d'impresa sotto ai 250mila euro. E sono pochissimi gli imprenditori che, pur essendo artigiani, rispondono questi requisiti». 

La proposta di Cna è questa. «Se il concordato andrà avanti - spiega Donzelli - chiediamo che le aziende artigiane siano messe in condizioni di favore rispetto alle future commesse con condizioni di pagamento meno dilazionate di quelle del passato (che in genere raggiungevano i 180 giorni)».  Poche, invece, le speranze rispetto agli strumenti che sta mettendo in campo la Regione. «Il bando dovrebbe uscire tra poco - spiega Donzelli - ma si tratta di finanziamenti che hanno un lungo tempo tecnico per essere dati alle imprese. E che potrebbero arrivare dopo un iter che si potrà completare fino alla fine dell'anno. E nel frattempo che fanno i nostri artigiani e i loro dipendenti? Qui gli ammortizzatori sociali sono minimi».

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