Il Tirreno

Empoli

Già oltre cento adesioni all'associazione dei proprietari con l'edificabilità bloccata

Alcuni componenti della associazione
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Alcuni componenti della associazione

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 EMPOLI. Sono già oltre cento e vogliono lavorare per un'urbanistica diversa, meno imposta dall'alto e più partecipata. Hanno dato vita all'associazione "Vivere Empoli" dopo l'azzeramento dei piani urbanistici. L'associazione è nata dai proprietari di quei lotti che ora non hanno più l'edificabilità. E il loro scopo è riuscire a riattivarla. «Nel più breve tempo possibile», sottolineano i componenti dell'associazione.  Presidente di "Vivere Empoli" è Katia Fontanelli, vicepresidente Alessandro Ciari, tesoriere Anna Masetti, segretario Marco Menichetti, consiglieri Alessandro Scappini, Fiorenza Raffaelli, Andrea Cantini, Sandra Boretti, Alessandro Cioffi.  «Con l'avvicinarsi della scadenza del regolamento urbanistico 17 mesi fa - spiega l'associazione - molti proprietari e tecnici avevano chiesto udienza all'allora assessore ad interim, nonché sindaco Luciana Cappelli, che li ha aveva ricevuti dopo qualche mese di anticamera. In questi incontri è sempre stato rimarcato che ai Pua presentati non sarebbe stata apportata alcuna modifica, né formale né sostanziale. In data 10 marzo 2011 la giunta ha deliberato la variante-ponte imponendo un bando che di fatto rendeva impossibile la realizzazione dei Pua in espansione di tipo residenziale introducendo delle limitazioni pesanti all'edificazione ed imponendo delle opere e degli oneri a dir poco vessatori».  «Detto bando viene dopo ben oltre un anno di immobilismo totale da parte dell'amministrazione - spiegano ancora - a metà strada l'amministrazione, di fatto, ci viene a dire che ha sbagliato valutazione e che i dati forniti devono essere corretti e corredati di ulteriori opere a carico dei soggetti proprietari, tra cui il più penalizzato è il piccolo proprietario terriero che ha investito su quell'esiguo appezzamento di terra tutte le sue speranze, i suoi progetti ed i suoi soldi. Come sempre succede nella pubblica amministrazione chi sbaglia non paga e il danno ricade sui cittadini coinvolti». Ora «si rimanda la decisione sui Pua divenuti inefficaci (qualcuno ha una gestazione che supera i 30 anni) alla prossima stesura del regolamento urbanistico, che se va bene sarà pronto tra quattro o cinque anni, sempre che non si incorra nel frattempo in una variante del piano strutturale - va avanti l'associzione - in questo caso i tempi potrebbero diventare geologici. Nel mondo ed in Italia ci sono venti di cambiamento importanti, occorre giustamente che tutti facciano la loro parte, di impegno, di lavoro e soprattutto nel rispetto verso gli altri. Occorrerà che la politica, di qualunque orientamento sia, ricominci a parlare con le persone e abbia idee e progetti che siano (come va di moda dire) "condivisi e partecipati" e non scelte verticistiche a cui viene chiesto il consenso solo a posteriori». «Si auspica che l'assessore all'urbanistica Franco Mori, a cui vanno i nostri migliori auguri di buon lavoro, visto la sua volontà pubblicamente manifestata di risolvere le problematiche urbanistiche della città, abbia più larghe vedute rispetto al suo predecessore - spiegano ancora - concludendo col dire, parafrasando le sue parole, che il passato ci ha lasciato tanto, il presente ci ha deluso, vogliamo sperare nel futuro».

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