Proteste
Impazza il Bunga bunga lungo l'Elsa tra barche "Hardcore" e "Rubik"
Camilla Trillò
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A fianco due momenti della gara a destra lequipaggio dei vigili del fuoco e accanto I tenditroio e unimbarcazione tutta rosa al femminile Le Big babol Quarantacinque equipaggi si sono sfidati nella discesa primo arriva "Barone d'Erza", seconda la "Vampirelsa"
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CASTELFIORENTINO. Sono le 9.19 quando "L'era l'ora glaciale 3D" salpa dalla Salita dei capperi di Certaldo dando ufficialmente il via all'undicesima edizione del Valdelsa River Trophy. A fare da cornice il calore della gente accorsa numerosa ad assistere alla corsa più pazza del fiume Elsa. I temi. Uno, principalmente, il tema dominante: tra vampiri, extraterrestri, pirati, polpi, pantegane, sposi e addirittura, direttamente da Italia 1, la combriccola delle "Iene", a tenere banco più di ogni altro è sempre lui, il famoso "bunga bunga", venuto da mesi alla ribalta delle cronache. Ebbene, ben tre le imbarcazioni legate in maniera goliardica al tormentone del momento: il "Bunga Bunga Boat", il "Cubo (di Rubik)" e l'esilarante "Hardcore - Bunga Bunga Party". Un tormentone che, da buoni toscanacci, non poteva certo mancare. «E' il tema del momento - commenta Gianni Bastianoni, portavoce dell'equipaggio di "Harcore" formato da Filippo Borghi, Giacomo Aureli, Marco Cannella, Manuele Sordi e Francesco Bondi - e non potevamo non richiamare l'argomento in un'occasione come questa. La preparazione della barca ha richiesto circa un mese di tempo, ma crediamo sia venuto fuori un bel lavoro!». E come dargli torto: tendaggi rossi, bamboline gonfiabili con tanto di bambola personalizzata del premier Berlusconi, un tavolo con bicchieri e champagne, e chi più ne ha più ne metta. «Quasi tutti abbiamo già partecipato al River Trophy negli anni passati e stavolta, con questa imbarcazione che porta il numero 69 - aggiungono - cercheremo di fare del nostro meglio». Sempre in tema "bunga bunga" l'originale trovata del "Cubo", come spiega Andrea Meucci, capogruppo del suo equipaggio formato da Manuele Marrucci, Simone Baldinotti e Pierluigi Giuntini. «Quando abbiamo avuto l'idea del cubo, riallacciarlo ai fatti del "bunga bunga" è stato quasi naturale giocando sul nome Rubik e Ruby. Lo scorso anno siamo arrivati quarti nella classifica delle barche più caratteristiche e adesso l'obiettivo è tentare di salire sul podio». Oltre al "bunga bunga" tanti i temi portati alla ribalta dalle fantasiose imbarcazioni che hanno navigato l'Elsa: una su tutte i "Lecca l'Elsa", guidata da Paolo Betti, Andrea Felice, Federico Capobianco e Samuele Manetti: un grandissimo lecca-lecca al centro e tanti lecca-lecca (veri) da distribuire al pubblico. «Abbiamo un unico obiettivo - racconta Paolo Betti - arrivare primi! Lo scorso anno abbiamo finito in quarta posizione e adesso puntiamo direttamente al primo posto. Anche perché abbiamo impiegato tre mesi per costruire l'imbarcazione, e speriamo che il duro lavoro sia valso la pena!». Di più basso profilo, invece, il traguardo posto da "La perla d'Elsa" come ci spiega Giacomo Gandolfo insieme ai suoi compagni d'avventura Marco Fioravanti, Niccolò Tognetti, Gianni Cioni, Sandro Bacchi e Marco Falorni. «Il nostro obiettivo? Arrivare! Come non importa, basta raggiungere Granaiolo! In fondo, abbiamo un animo pirata, ce la faremo!». Alle ore 10.15 l'ultima imbarcazione, "Harcore", salpa da Certaldo: l'avventura è partita. Il tratto Certaldo-Castelfiorentino risulta il più difficoltoso tanto che alle 12 in quel di Castello non si vede ancora nessuna imbarcazione all'orizzonte. Dobbiamo aspettare le 12.35 ed è un duo tutto al femminile quello che per primo passa sotto il ponte sull'Elsa, le "Vampirelsa", seguite alle 12.45 da "Il papero sperso" e alle 12.48 da "Barone d'Erza", cui fanno eco "Le pantegane d'Elsa" e "Il porpo briao". I vincitori. Alle ore 14.33 il campo gara di Granaiolo diventa la cornice al traguardo: ed ecco che, tra una folla festante, fanno il loro ingresso i vincitori della corsa, quel "Barone d'Erza" che soltanto pochi chilometri prima inseguiva le "Vampirelsa", giunte seconde a pochissimi metri di distanza. Un finale davvero al cardiopalma con "Le pantegane d'Elsa" che conquistano il terzo gradino del podio alle 14.55. «E' stata una bellissima corsa - commenta all'unisono l'equipaggio del "Barone d'Erza - composto da Gianni Bruchi, Gianmarco Morelli, Andrea Raciotti e Leandro Fichera - siamo partiti allo 10 in posizione numero 32 e abbiamo recuperato terreno conquistando già alla Dogana la testa del gruppo. Ci siamo divertiti sebbene il percorso, soprattutto tra Certaldo e Castelfiorentino, si stato molto accidentato». Grande la soddisfazione anche per il duo Laura Giani - Giovanna Teresi che ha sbaragliato la concorrenza maschile conquistando il secondo posto. «Con la nostra imbarcazione abbiamo navigato senza grossi problemi e, pur partendo in 22esima posizione, già a Petrazzi eravamo in testa - spiegano - abbiamo mantenuto il primato fino alla Dogana, quando siamo state raggiunte dai ragazzi del "Barone d'Erza", con i quali siamo andati di pari passo fino al traguardo». «Partire come quindicesimi ed arrivare terzi non è per niente male!» commentano "Le Pantegane d'Elsa", ovvero Francesco e Matteo Perini, Jhonny Conti e Luigi Mangeri. «La prima parte del percorso non è stata semplicissima - spiega l'equipaggio - però già a Castello avevamo recuperato terreno raggiungendo il quarto posto, finchè la volata al fotofinish è valsa il podio». I numeri. 45 imbarcazioni, oltre 150 partecipanti, e un percorso di circa 15 km: sono questi i numeri del River Trophy 2011. Partenza da Certaldo e arrivo al campo gara di Granaiolo. La prima imbarcazione è salpata alle ore 9.19 e l'arrivo dei vincitori, i "Barone d'Erza", è stato alle 14.33. Non a caso sono stati i più veloci: partiti intorno alle 10 hanno impiegato circa 4 ore e 30 minuti, seguiti dalle "Vampirelsa", con 5 ore e 10 minuti, e dalle "Pantegane d'Elsa", 5 ore e 15 minuti.
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