Il Tirreno

Empoli

Il Comune dà le pagelle ai dipendenti

Francesco Turchi
Il centro storico di Vinci
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Il centro storico di Vinci

30mila euro di premi di produzione spartiti in base al merito. Gli altri enti "nascondono" i voti

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VINCI. Giugno, tempo di pagelle. Non solo per gli studenti. In nome della "trasparenza" il Comune di Vinci ha messo in vetrina i voti dei suoi dipendenti. E ai più "secchioni" va un incentivo di produttività più alto rispetto agli altri. In totale il "tesoretto" da suddividere tra i 75 dipendenti dell'ente ammonta a circa trentamila euro. Ma la forbice è ampia: c'è chi prende poche decine di euro e chi invece sfiora gli ottocento. Tutto dipende dal rendimento, ma anche dal tipo di contratto: per i part-time il premio è proporzionale al monte ore settimanale.

La scelta.
La decisione non piacerà a tutti i dipendenti, ma il sindaco Dario Parrini la difende a spada tratta: «Siamo per la massima trasparenza in tutto ciò che riguarda i soldi pubblici». 

Mosca bianca. E gli altri comuni del circondario come fanno? Giocano a nascondino. Le pagelle sono obbligatorie per tutti da anni. Poi il decreto Brunetta del 2008 ha fissato regole più rigide per la valutazione della cosiddetta "performance": più sie bravo e più soldi meriti.  E secondo il Comune di Vinci, lo stesso decreto ha reso obbligatoria la pubblicazione di tutte le pagelle e dei relativi premi di produzione nella sezione del sito web istituzionale alla voce "trasparenza", insieme agli stipendi dei dirigenti, gli incarichi esterni, il tasso di presenza/assenza e alle società partecipate. Tutto insieme, a portata di click.  Poi c'è un'altra scuola di pensiero, sposata dalla stragrande maggioranza delle amministrazioni e dei segretari comunali dell'Empolese-Valdelsa che sostengono che in realtà non è obbligatorio mettere in evidenza i voti. Insomma, un conto sono gli stipendi dei dirigenti - secondo chi sposa quest'ultima linea - e un altro sono le pagelle dei dipendenti.  La conseguenza è che anche i lavoratori di questi enti vengono valutati con le stesse modalità dei loro colleghi vinciani e in base al punteggio ottengono un incentivo; ma la differenza sta nel fatto che, al massimo, il prospetto delle pagelle resta pubblicato per qualche giorno nell'albo pretorio on line, nell'elenco delle determinazioni approvate. Poi "scivola" in archivio o scompare del tutto.  Invece sul sito del Comune di Vinci resta ben visibile per tutto l'anno.  

Come funziona.
L'amministrazione comunale fissa un budget annuale per ogni settore finalizzato a incentivare la produttività e il miglioramento dei servizi. L'importo complessivo deve essere ripartito tra i vari dipendenti in base alle valutazioni di merito e al grado di impegno di ciascun dipendente, per ognuno dei quali viene compilata una scheda di merito. In pratica, ogni dirigente compila la pagella relativa ai dipendenti del suo settore. 

La scheda di valutazione. Ogni dipendente viene valutato in base a tre fattori. Il primo è il raggiungimento degli obiettivi (massimo 40 punti): grado di partecipazione, qualità dei rapporti coi colleghi e con l'esterno, grado di partecipazione ai processi produttivi. Poi c'è l'impegno (massimo 30 punti): capacità applicativa degli elementi informativi/formativi ricevuti; capacità propositiva in ordine all'adozione di soluzioni innovative o migliorative dell'organizzazione del lavoro. Infine la capacità (30 punti): puntualità e precisione, capacità di adattamento e capacità di iniziativa. 

Il calcolo.
Ad ogni punto corrisponde una cifra. Basta qualche moltiplicazione e il quadro è completo e pronto all'approvazione. La bocciatura non è prevista, ma le distinzioni non mancano.

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