Il Tirreno

Empoli

Pugni e morsi al torneo dell'Oratorio

Francesco Turchi
Gli impianti sportivi di Santa Maria
◗
Gli impianti sportivi di Santa Maria

Rissa alla partita tra il Turbone e la squadra degli stranieri

3 MINUTI DI LETTURA





 EMPOLI. Due minuti di follia collettiva. Calci, pugni, addirittura morsi. Fino all'arrivo di polizia e carabinieri. In un attimo il campo di calcetto di Santa Maria, da cornice del torneo dell'oratorio, si è trasformato in un saloon a cielo aperto, davanti a centinaia di spettatori, tra cui molti ragazzi.  Protagoniste Il Turbone City e l'Africa United, quest'ultima una squadra multietnica, composta interamente da extracomunitari di varie nazionalità. Ma il razzismo non sarebbe alla base dell'esplosione di violenza che ha macchiato il ventennale torneo dell'Oratorio, divenuto negli anni l'evento clou dell'estate sportiva empolese, organizzato dall'associazione "Monsignor Cavini", in collaborazione con la parrocchia della Collegiata Sant'Andrea. Un'occasione di incontro e socializzazione, che coinvolge centinaia di ragazzi di tutto il circondario. Ma questa, a quanto pare, è un'edizione maledetta. Prima lo scontro fortuito ma violentissimo tra un giocatore dell'Africa United e Nicola Corindo, 19enne dei Galacticos, che ha rischiato di morire ed è stato salvato dal pronto intervento del dottor Marco Bianucci, che era a bordo campo e gli ha fatto il massaggio cardiaco.  Nell'arco di qualche partita, dal dramma sfiorato si è passati alla violenza gratuita. Mancavano due minuti alla fine della sfida di calcio a 7 tra gli africani e il Turbone City. Una partita nervosa, caratterizzata da un nervosismo crescente e un gioco molto falloso. Poi la scintilla. Il Turbone trova il gol del 2-2; probabilmente vola qualche parola di troppo. Due giocatori si azzuffano e scoppia la rissa, che coinvolge buona parte dei componenti delle due squadre e qualche dirigente. Qualcuno dagli spalti cerca di entrare in campo, ma non ci riesce, grazie alla tempestività degli organizzatori.  Il rettangolo di gioco nel frattempo si è trasformato in un ring. Volano calci, pugni, c'è anche chi prende a morsi gli avversari: alla fine alcuni dei protagonisti ricorreranno anche alle cure del medico per le escoriazioni riportate nella zuffa. Gli organizzatori, impotenti, chiedono l'intervento delle forze dell'ordine. La rabbia si placa. La partita viene sospesa. Arrivano polizia e carabinieri, che raccolgono testimonianze e identificano i calciatori di entrambe le squadre. Nel giro di alcune decine di minuti torna la calma. Ma resta la macchia. «In ventun'anni - sottolinea Josè Ringressi, storico organizzatore del torneo - non era mai successo niente di simile. Questa gente ha causato un grosso danno d'immagine alla manifestazione. Sugli spalti c'erano 400 persone, con tanti giovani: è stato uno spettacolo indecoroso». Ma Ringressi difende a spada tratta il torneo dell'Oratorio: «Se si contano tutte le categorie si giocheranno complessivamente qualcosa come 190 partite, con centinaia di ragazzi coinvolti. Un episodio del genere, gravissimo, non deve però gettare ombre su quello che rappresenta il torneo». Inevitabili i provvedimenti sportivi: «Le due squadre sono state squalificate da questa edizione e non potranno mai più in futuro partecipare al torneo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa