Sicurezza
Nel seicento e settecento
Liti continue tra frati e preti di Fucecchio
Riccardo Cardellicchio
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FUCECCHIO. Non si potevano vedere, i frati del convento di San Salvatore e i preti della pieve di San Giovanni. Questi ultimi soffrivano di una sorta di complesso d'inferiorità, causato dal fatto che la pieve dipendeva dal convento. Con tutto quel che comportava, a cominciare dalle entrate. In primo piano, i funerali.
Li facevano i frati. E i sacerdoti stavano a guardare. La situazione aveva origine dal privilegio che faceva di Fucecchio un'enclave religiosa. In pratica, vi "regnava" un'episcopessa, la quale rispondeva soltanto al Papa. C'era poco da fare per i vescovi vicini, compreso quello di Lucca. Il 5 dicembre 1622, nacque la Diocesi di San Miniato. Fucecchio aveva lottato per esserne la sede, sbandierando il privilegio.
Ma aveva perso su tutto il fronte. Niente Curia e fine del privilegio. I sacerdoti tirarono un sospiro di sollievo. E furono i frati, allora, a sentirsi messi in secondo piano. A recriminare. Il primo vescovo entrò in San Miniato il 3 agosto 1624. Era monsignor Francesco Nori, fiorentino, compagno di studi di Galileo Galilei, lettore di Sacra Scrittura, rettore del seminario di Firenze. Destinato a morire di peste in quel di Palaia, sette anni dopo. A ossequiarlo, c'erano anche i preti di Fucecchio.
Che riuscirono a strappargli la promessa di una visita pastorale in tempi brevi. Era la loro rivincita. Appena tornati a Fucecchio, dettero il via ai preparativi, coinvolgendo Compagnie e fedeli. Non volevano fare brutta figura. In particolare, miravano a umiliare i frati. La visita fu un successo. Il pievano e i sacerdoti gongolavano. Per di più, come riconoscimento per la bella accoglienza ricevuta, il vescovo concesse il privilegio, al pievano, di portare il cappuccio paonazzo con impunture rosse e, ai sacerdoti, il cappuccio nero con impunture paonazze.
Che esibivano con compiacimento. Il contrasto frati-preti andò avanti fino al 1783, anno in cui i frati furono costretti ad andarsene.
Li facevano i frati. E i sacerdoti stavano a guardare. La situazione aveva origine dal privilegio che faceva di Fucecchio un'enclave religiosa. In pratica, vi "regnava" un'episcopessa, la quale rispondeva soltanto al Papa. C'era poco da fare per i vescovi vicini, compreso quello di Lucca. Il 5 dicembre 1622, nacque la Diocesi di San Miniato. Fucecchio aveva lottato per esserne la sede, sbandierando il privilegio.
Ma aveva perso su tutto il fronte. Niente Curia e fine del privilegio. I sacerdoti tirarono un sospiro di sollievo. E furono i frati, allora, a sentirsi messi in secondo piano. A recriminare. Il primo vescovo entrò in San Miniato il 3 agosto 1624. Era monsignor Francesco Nori, fiorentino, compagno di studi di Galileo Galilei, lettore di Sacra Scrittura, rettore del seminario di Firenze. Destinato a morire di peste in quel di Palaia, sette anni dopo. A ossequiarlo, c'erano anche i preti di Fucecchio.
Che riuscirono a strappargli la promessa di una visita pastorale in tempi brevi. Era la loro rivincita. Appena tornati a Fucecchio, dettero il via ai preparativi, coinvolgendo Compagnie e fedeli. Non volevano fare brutta figura. In particolare, miravano a umiliare i frati. La visita fu un successo. Il pievano e i sacerdoti gongolavano. Per di più, come riconoscimento per la bella accoglienza ricevuta, il vescovo concesse il privilegio, al pievano, di portare il cappuccio paonazzo con impunture rosse e, ai sacerdoti, il cappuccio nero con impunture paonazze.
Che esibivano con compiacimento. Il contrasto frati-preti andò avanti fino al 1783, anno in cui i frati furono costretti ad andarsene.
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